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Campagna a Ozzero

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MESSAGE IN A BOTTLE

E’ arrivata una bottiglia qui sulla spiaggia di Porto Vado   tra barche di pescatori e  traghetti della Sardinia Ferries  e il biglietto che c’è dentro dice:   “Ama il mare come te stesso !”

… ma poi ne arriva un’ altra e il biglietto dice: “Save the beach”  è in inglese ma si sà le bottiglie con i messaggi arrivano da tutti i mari del mondo.

Comincia così questa avventura: conchiglie e bottiglie con messaggi ma la marea lascia sulla battigia molti altri oggetti e così i pescatori del Cral di Porto Vado decidono di raccoglierli e di metterli in esposizione  (continua a leggere) 

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FARINA ATZECA

Amaranthus retroflexus ovvero amaranto comune.

E’ una pianta  che non si fa notare se non per le sue dense e persistenti spighe che in piena estate costeggiano i bordi delle strade, suo luogo di elezione in Europa.

Ma l’Amaranto ha una storia ben più nobile e lunga.

Arrivato accidentalmente in Europa e diffuso oggi in tutto il mondo, deve la sua straordinaria capacità di colonizzare nuovi territori alle migliaia di semi presenti su ogni pianta ( in media 200 mila) e al fatto che questi semi una volta caduti a terra possono restare “dormienti” anche 20 anni prima di germogliare e dare vita a nuove piante. 

Forse anche per questo l’amaranto ha una lunga storia….  (continua a leggere)

amaranto_NG1

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TIPI DA SPIAGGIA

La “signorina pancia piatta” sta bevendo una bibita con la cannuccia seduta sotto l’ombrellone.

Poco più in là la “signorina vitino da vespa “sta sorseggiando una bibita che un bambino ha fatto cadere sulla sabbia, anzi no è un gelato liquefatto con conseguente pianto del bimbo e disappunto della madre che deve smettere di fare le parole crociate.

Mister bicipite tatuato” sta ascoltando con le cuffiette il suo cantante preferito nascosto dietro gli occhiali a specchio e la sua canottiera stile baywatch. 

Ma oltre a questi scontati frequentatori la spiaggia ospita molte altre vite… inaspettate (continua a leggere)

soldanella marina

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DA QUI A COSTANTINOPOLI

Quando Paolo Rumiz intraprese il suo viaggio in bici da Trieste a Istanbul con altri due amici, la guerra dei Balcani era finita da poco e ancora c’era lo sgomento per un odio etnico-religioso che vagava per queste terre assieme alle musiche gitane e allo scorrere lento del Danubio.

Paolo Rumiz, giornalista e scrittore triestino, è uno dei profeti del viaggiare lento, assaporando non solo il clima e il paesaggio ma anche addentrandosi nella cultura dei luoghi, conoscendo le persone e le loro storie.

Quando i tre amici arrivarono a Istanbul, ovvero l’antica Bisanzio e poi Costantinopoli, piazza Taksim non era ancora così famosa e neanche il parco Gezi, teatro della protesta popolare di queste settimane, Chissà se anche lì sono fiorite le Albizie. Anche loro verranno abbattute se il parco diventerà un centro commerciale?

In realtà non so se al parco Gezi ci sono le Albizie ma mi viene naturale pensarlo visto che questa pianta in Italia è chiamata Acacia di Costantinopoli. (continua a leggere)

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L’UOMO CHE FERMO’ IL DESERTO

Sapevo vagamente dove fosse il Burkina Faso  fino a quando non ho incontrato Soumaila un Burkinabè che vive da anni in Italia con la sua famiglia.

Soumaila mi racconta una storia, una lunga storia che inizia negli anni ’70 quando un contadino cocciuto e paziente di nome Yacouba Sawadogo recupera una vecchia tecnica colturale  africana: lo “zai”, che consiste nello scavare buche nel terreno e riempirle di sterco e resti vegetali così da fermare l’umidità delle poche piogge che cadono nel Sahel. (continua a leggere)

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Yacouba Sawadogo

TASHARRAFNA

Non capita tutti i giorni di fermarsi lungo il ciglio di una strada tra un campo di erba appena tagliata e la ferrovia.

A me non succedeva da un po’ di tempo; per questo è passato qualche minuto prima che la riconoscessi, che riconoscessi il suo fiore.

Lei è una mia vecchia amica, si chiama Andrena ( senza la I che altrimenti sarebbe Andreina);  il nome completo è Andrena Hattorfiana  ovvero Scabious bee.

Tasharrafna, le dico, piacere di incontrarti di nuovo. (continua a leggere)

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Andrena hattorfiana

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IL GIARDINO DELLE SPEZIE

Zenzero, curcuma, noce moscata, cardamomo, cannella, vaniglia sono  in gran parte per noi polveri magiche dalle proprietà miracolose, afrodisiache, rigeneranti…

Ma il fiore com’è?  Ci è mai capitato di vederlo dal vivo?

Beh alcune di loro hanno avuto fortuna in Europa anche come piante da appartamento…  (continua a leggere)

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Hedychium coccineum

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GOD SAVE THE GREEN

“…Dovresti avere almeno una piccola aiuola per conoscere quello che calpesti. Allora vedresti che nemmeno le nuvole sono così varie, così belle, terribili quanto il terreno sotto i tuoi piedi …”

“Il futuro non è davanti a noi poiché è già qui, sotto forma di germoglio, è già tra di noi, e ciò che non è tra di noi non ci sarà nemmeno in futuro…    se potessimo guardare il segreto formicolio del futuro tra di noi…evidentemente ci diremmo che grande sciocchezza sono la nostra malinconia e la nostra sfiducia, e che la cosa migliore di tutte è essere una persona viva, ovvero, una persona che cresce…..”   (Continua a leggere)

god save the green copia

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ARRAFFA TERRE

 Land grabbing è una espressione inglese per descrivere l’accaparramento di terre agricole nel sud del mondo da parte di grandi multinazionali e istituti bancari, a scopo speculativo e a danno delle popolazioni locali.
E il bello è che per questo colonialismo 2.0  non servono i fucili, è sufficiente il vile denaro… (continua a leggere)
 
 
landgrab
 
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TIPI DA ORTO BOTANICO
 
Come faceva Federico Fellini a fare i casting?   A comporre il suo circo di personaggi stralunati, eccentrici eppure così genuini? Qualcuno prima di lui aveva provato a fare lo stesso esercizio, oppure no, l’intenzione era diversa il risultato invece simile.
 
Così la nave di Amarcord sembra attraccare in questo porto; sbarcano, entrano dalla porta nel  nel grande anfiteatro per una recita speciale soggetti di tutte le provenienze, fattezze, carattere, talento… (Continua a leggere) 
 
 
Cleome spinosa
Cleome spinosa

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