IL BOSCO DEGLI ARIMANNI

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Quando Alboino, con tutta la sua gente (donne vecchi, bambini e masserizie varie) attraversò le Alpi nel 569 d.c. ed entrò in Italia dal Friuli, tutti capirono che questa non era una invasione barbarica come tutte le altre, che i Longobardi (il popolo di Re Alboino) era venuto in Italia per restarci e così è stato per un paio di secoli, prima del sopravvento dei Carolingi con Carlo Magno.

Uno dei toponimi che rivela la sicura presenzadei Longobardi è Gaggio: un termine che deriva dal longobardo gahagi o gahadium (parole che significano bosco recintato ovvero bosco riservato agli Arimanni)

Gli Arimanni nella gerarchia longobarda erano uomini liberi atti alle armi che quale ricompensa per le loro vittorie in battaglia ricevevano degli appezzamenti di bosco che poi si tramandavo per via ereditaria.

Gaggio, Gaggia, Gaggiolo sono termini diffusi in tutta Italia, da nord a sud perchè tale è stata la espansione dei territori controllati dai Longobardi.

Gaggio è anche  una strada e un’area a sud delle reti di Malpensa tra l’abitato di Lonate Pozzolo e il Ticino, oggi in gran parte brughiera ma, come poteva essere al tempo dei Longobardi?

Non lo sappiamo, ma forse un’indizio c’è: il “bosco dei carpini”,  piccolo lembo di bosco nel quale si sono miracolosamente conservate le essenze tipiche della foresta che un tempo ricopriva tutta la pianura padana e cioè la farnia e il carpino bianco.

Se vai in Via Gaggio segui la frecccia!!

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