I GIGLI PREFERISCONO I SANTI

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… O viceversa.

Il giglio per antonomasia, simbolo di purezza,  è sicuramente il Giglio di S. Antonio (Lilium Candidum L.)  che dalle nostre parti è solo coltivato.

Un altro giglio molto famoso è il giglio di S. Giovanni (Lilium bulbiferum), che cresce spontanemente nelle radure dei boschi lungo il Ticino: si caratterizza per il colore rosso/arancio e il portamento erette del fusto che presenta piccole palline nere (i bulbilli) dalle quali nasceranno nuove pianticelle.

Il Giglio di S. Giuseppe (Hemerocallis fulva) ha la corolla dello stesso colore ma non va confuso con quello di S. Giovanni, infatti non presenta foglie lungo il fusto e i fiori sono leggermente pendenti.

E’ un fiore molto più comune, adattato a diversi tipi di ambiente e in gran parte rinselvatichito cioè sfuggito ai giardini nei quali era stato piantato come specie ornamentale.

Ma c’è un altro giglio ancora che possiamo osservare in qusto periodo nelle radure ai margini della brughiera o dei boschi del Ticino: è l’ Anthericum liliago un giglio meno appariscente con fiori bianchi di due centimetri riuniti a formare una spiga. 

Un giglio senza santi? Strano, mi sono detto.

Poi ho scoperto che gli Inglesi lo chiamano Giglio di S. Bernardo.

Decisamente i santi preferiscono i gigli….. o viceversa.

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