ORECCHIO DI TOPO

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I greci lo chiamavano Myosotis che significa orecchio di topo a causa della forma delle foglie ma noi associamo il Nontiscordardimè ad una storia di innamorati che devono separarsi e al fiore che viene regalato alla fanciulla come promessa di  amore eterno.

Il fiore è sicuramente di quelli che non si scordano con quel suo azzurro di un azzurro uguale a quello del cielo terso, pulito dal vento, dopo una giornata di pioggia.

E io non dimentico i posti dove cresce così ogni anno vado a fargli visita ed anche qualche foto ricordo. Il mio posto preferito è il Naviglio Vecchio, primo tratto del Naviglio Grande non più utilizzato come canale navigabile e trasformatosi nel tempo un un ricco ambiente palustre (si, va beh, zanzare, moscerini, soprattutto d’estate, ma la bellezza del posto compensa questi piccoli disagi).

In questo ambiente cresce una specie che si chiama Myosotis scorpioides perchè la spiga florale quando è acerba è arricciata su sè stessa  così da ricordare la coda di uno scorpione.

Il Nontiscordardimè appartiene alla famiglia delle boraginacee che ha una particolarità: sulla stessa pianta sono presenti contemporaneamente sia fiori di colore azzurro, sia fiori di colore rosa.

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