UNA TAZZINA DI CICORIA

Chissà perchè ma quando si parla di cicoria mi viene in mente la guerra e la bevanda scura che si preparava con la cicoria in luogo del caffè  ai tempi della seconda guerra mondiale  (io non c’ero ma me l’anno raccontato)

Se penso al fiore di cicoria mi assale un’altra sensazione strana, di disagio, perchè nell’orto, quando  spunta il gambo florale della cicoria o della insalata, vuol dire che l’ho seminata in un periodo sbagliato.

E allora per godersi tutto l’azzurro del fiore della cicoria, azzurro raro tra le asteracee che preferiscono il giallo e il bianco, bisogna andare nei campi ma anche ai margini delle strade, negli incolti.

E’ qui che la cicoria (Cichorium intybus L.) dà il meglio di sè, svetta col il suo gambo asimmetrico, spinge il suo fiore azzurro  fino ai primi freddi, resiste anche in mezzo alle maceria, ai laterizi scaricati abusivamente per strada, pronta ancora col suo sapore amaro a sostituire il caffè, da vera erba popolana.

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