COME ZUCCHERO FILATO

Questa presentazione richiede JavaScript.

A me lo zucchero filato non piace, lo dico subito.  Ha un sapore troppo dolciastro e neanche da bambino ne andavo matto.

E non andavo matto neppure per i pop-corn.

(Forse è per questo che ho avuto un’infanzia felice).

Mi piace però dello zucchero filato quella sua consistenza di nuvola morbida e piena d’aria che ricorda la bambagia da cui sono avvolti i semi di cotone.

Mi piace associare lo zucchero filato alle nuvole bianche che forma la vitalba (Clematis vitalba L.) in inverno con i fiocchi di lanugine in cui sono avvolti i suoi semi.

La vitalba è un rampicante (si chiama anche liana europea) e quindi si arrampica sui tronchi degli alberi, sui muretti, sulle reti di Malpensa, anche qui proprio di fronte alla torre di controllo.

Qui torre di controllo a zucchero filato!  Mi sentite?

– Qui zucchero filato a torre di controllo! BZZZZZZZ……

La comunicazione tra questi due mondi è sempre stata difficile !

MANGIAFANGO

Non è una scoperta recente, tant’è che può vantare diversi nomi come lagunaggio, fitodepurazione, affinamento depurativo ecc…

Anche la pianta è ben conosciuta, trattandosi della “Phragmites australis” (per gli amici: cannuccia di palude)

Quello che si è scoperto recentemente ( o almeno che ho scoperto io) è che questa pianta (se ben impiegata) è potenzialmente in grado di risolverci dei grossissimi problemi, quelli che che di solito ci fammo esclamare:

– Siamo nelle canne!   ovvero 

– Siamo nella m…. fino al collo

E proprio di canne e m…. si tratta anzi no in un gergo politically correct si dice “fanghi trattati”.

Intanto essere nelle canne per molti uccelli acquatici ha tutt’altro significato che per gli umani perchè le canne in questione offrono loro protezione e materiali per costruirsi il nido, c’è addirittura un uccello, il cannareccione che ne fa una questione di copyright.

Ma veniamo al dunque.  Se siamo nei “fanghi trattati” fino  al collo l’impiego della Phragmites australis in zone a spagliamento controllato ovvero in stagni a valle di impianti di depurazione come quello di S. Antonino Ticino, per esempio, pare sia in grado di attuare un affinamento depurativo come si diceva prima.

Questo avviene grazie alla capacità di questa pianta di trasferire ossigeno dalla parte aerea alle radici   e grazie allo scambio di questo ossigeno che si mischia con i fanghi suddetti e grazie ai microorganismi che si sviluppano attorno alle sue radici, avvengono dei processi chimici in grado di far diminuire la concentrazione degli elementi patogeni e inquinanti  ed anche  ….udite, udite  di ridurre il volume dei fanghi di oltre il 60%  (ancora meglio dei saldi).

fitodepurazionesanantoninoticino

Non so se ho spiegato  bene, spero di non aver scritto cose troppo sbagliate. Mi rimane però di parlare di questi stagni.

Sarà per un’altra volta.