SCRIVERE UN CURRICULUM

Che cos’è necessario scrivere?

E’ necessario scrivere una domanda

e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto

è bene che il curriculum sia breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.

Cambiare paesaggi in indirizzi

e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,

e dei figli solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu

I viaggi solo se all’estero.

L’apparteneza a un che ma senza un perchè.

Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso

e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,

cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore

e il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa che non dove va

colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

E’ la sua forma che conta non ciò che sente.

Cosa si sente?

Il fragore delle macchine che tritano la carta.

                                                     Wislawa Szimborska

ELEGIA

Non muoverti

se ti muovi lo infrangi.

E’ una gran bolla di cristallo

sottile

stasera il mondo:

e sempre più si gonfia e si leva.

Oh, chi credeva

di noi spiarne il ritmo e il respiro?

Meglio non muoversi.

E’ un azzurro subacqueo

che ci ravvolge

e in esso

pullulan forme, imagini, rabeschi.

Qui non c’è luce per noi

più oltre deve sostare

ne schiumano i confini nel visibile.

Fiori d’ombra

non visti, imaginati

frutteti imprigionati

fra due mura,

profumi tra le dita dei verzieri.

Oscura notte, crei fantasmi o adagi

tra le tue braccia un mondo?

Non muoverti.

Come un’ immensa bolla

tutto gonfio, si leva,

E tutta questa finta realtà

scoppierà

forse.

Noi forse resteremo.

Noi, forse.

Non muoverti.

Se ti muovi lo infrangi.

Piangi?

                                            Eugenio Montale

IO NON SONO NESSUNO

Io non sono nessuno! E tu chi sei?

Nessuno pure tu?

Allora siamo in due, ma non lo dire!

Potrebbero bandirci, e tu lo sai!

Che grande noia essere qualcuno!

Quanto volgare dire il proprio nome

per tutto giugno – come fa la rana –

a un pantano che ti ammira.

                                              Emily Dickinson

VERDE E ANCORA VERDE

C’è una casa a Portomarghera, sotto le ciminiere

che un uomo e un ragazzo

dipingono e ridipingono continuamente.

Una volta la fanno verde intenso

una volta verde chiaro

una volta verde luminoso

che si vede anche di notte.

Non si stancoano mai;

la fanno verde e ancora verde e poi verde

come un sogno straziante

tra gli sputi neri delle fabbriche

L’aprile è scomparso a Portomarghera

la primavera è morta

c’è solo questa minuscola casa

che un ragazzo e un uomo

dipingono e ridipingono instancabilmente

tra canali di catrame, tralicci

bufere di polvere micidiali.

su ogni germoglio

su ogni segno dolce di movimento.

                                                 Ferruccio Brugnaro

MA DI CHI ERA QUESTA FESTA?

Questa presentazione richiede JavaScript.

Mi aggiro  nella periferia di una città che senz’altro qualcuno riconosce.

Incontro di nuovo la mia amica Vitalba tutta infiocchettata.  – Sto andando ad una festa ! – mi dice

Ma quale festa?  Un cocktail, un brunch, uno sgrunch, un nutella party, una cresima, una comunione? Sicuramente non una festa di Carnevale; infatti alle piante cosa gliene importa  se gli leviamo la carne (carnem levare), a parte le piante carnivore ovviamente.

Pochi isolati più in là ecco apparire delle stelle filanti,  delle uve di palma…  ma allora la festa c’è davvero.

Le stelle sono quelle dei semi di oleandro e tra poco il vento le farà “filare”  e andranno ad accumularsi a tutte quelle sparse per strada in questi giorni, spostate in rapidi mulinelli, assieme ai coriandoli ai bordi dei marciapiedi.

I grappoli di acini neri sono frutti di palme e benchè penso non ne uscirà nessuna bevanda inebriante, fanno molta allegria.    Ma…  ci sono anche i panini?

….C’erano,  almeno a giudicare dalle coccarde  rimaste, corimbi ormai secchi di carota selvatica.

– Vitalba dove sei… dove sei finita?… ( ma insomma,  di chi era questa festa?)

GIALLO E BLU MI PIACI TU

Giallo paglia,  blu cobalto, pomeriggio di fine febbraio caldissimo negli stagni della fitodepurazione del depuratore di S. Antonino.

Tra pochi giorni inizieranno le prime fioriture primaverili e sarà tutta un’altra storia, ma adesso il paeseggio è ancora invernale.  Le cannucce di palude e le typhe si danno arie da dame paludate con quel vestito chiaro che il sole fa luccicare; gli stagni sono tutto un echeggiare dei gridi delle folaghe, i tuffetti  fanno gare di apnea, due gallinelle zampettano via veloci a pelo d’acqua appena mi sentono arrivare da lontano.

Se non fosse per l’odore direi che potremmo essere in una “laguna blu”.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Della cannuccia ho già detto, l’altra pianta “nobile” di questi acquitrini è la Typha latifoglia  o mazzasorda.

Il frutto infatti è un bel cilindro marrone scuro e compatto che si forma dopo la fecondazione. Il fiore maschile sta sopra quello femminile ed è uno spadino a punta (in questo caso come posizione non è molto fantasiosa, forse gli servirebbe un ripasso del Kamasutra) 

Ma i modi di fecondazione delle piante sono molti e molto più fantasiosi di quel libro e già lo aveva scoperto il medico svedese Carlo Linneo  nel 1730 con il suo ” Preludia sponsaloriom plantarum”  (Nozze delle piante)fondamento di tutta la botanica moderna.

I frutti della typha ormai sono maturati da tempo lasciando volare via la lanugine da cui sono ricoperti i semi; rimangono solo delle bacchette spolpate, dei fusi per la lana ormai troppo consumati.

A parte gli usi medicinali che vi risparmio è utile sapere che, come la cannuccia di pulude, è usata in questo e in altri impianti di fitodepurazione per la sua alta resistenza ai fattori inquinanti.

Ma numerosi altri possono essere gli usi: le foglie vengono utilizzate principalmente per impagliare fiaschi,damigiane e confezionare stuoie.
Un tempo si utilizzavano i frutti di questa pianta per imbottire i materassi.

Le spighe femminili vengono utilizzate per la composizione di mazzi di fiori secchi. Le radici sono utilizzate a scopo alimentare per la loro ricchezza in amido.

Ma non raccoglietele qui, ovviamente.