O LA BORSA (DEL PASTORE) O LA VITA

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Se c’è un’erba conosciutissima eppure sconosciuta questa è la   Borsa del pastore ovvero Capsella bursa-pastoris.

Questa pianta della famiglia delle crucifere ha  diversi nomi popolari:  borsa del pastore, cassella, erba di Giuda, erba raperina, borsacchina, borsacchia, cassetta, scarsellina, erba storna.

E’ un’erba molto diffusa  infatti la troviamo praticamente ovunque, in pianura, in montagna, nelle coltivazioni (dove è un’infestante) nei prati in città e lungo i marciapiedi,  negli incolti e tra le macerie (è un’erba ruderale !!!).

Qusi tutti ignoriamo però l’importanza che ha avuto per i suoi usi medicinali fin dall’antichità.

Cito da www.naturalismedicina.it

Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale un pastore, che curava le sue pecore con questa pianta, riuscisse a salvare la vita a una giovane donna, che non riusciva più a fermare un’emorragia uterina.

Ma deriva anche dalla forma dei frutti, che sono simili alla borraccia del pastore.

Capsella in latino significa “cofanetto”.

Nel corso della prima Guerra Mondiale si affiancò come emostatico ad altre due medicine già in uso per questo scopo: la segale cornuta e l’idraste (Hydrastis canadensis)

Contiene il glicoside flavonico diosmina (utile per i disturbi venosi, in quanto migliora il tono della parete vasale), colina e acetilcolina (importanti mediatori chimici del sistema nervoso), saponine.

Si impiega nelle ferite e nelle emorragie in genere, in particolare nelle mestruazioni troppo abbondanti.

Nell’Herbario Settecentesco di Castore Durante così sono descritte le sue qualità terapeutiche: “Inflammata iuvat, stringit, refrigerat” (Giova alla cura delle infiammazioni, stringe i vasi e rinfresca)

“Ad dysenteriam bibitur decoctio” (Per curare la dissenteria si beve il decotto) “Atque cruenta” (E altrettanto si fa per le perdite di sangue)

“Recens illataque vulnera succus glutinat” (Il succo chiude le ferite)

“Infusus sanguinis effluxus, undantia menstrua sistit” (L’infuso ferma le perdite di sangue e le mestruazioni eccessive)

“Calceus hanc habeat, nudis pedibusque praematur, ictericas facies ea sic aurigine mundat” (Messa nei calzari e premuta coi piedi nudi libera il viso dal colore dorato dell’ittero, ovvero giova alle malattie del fegato, per applicazione percutanea)

“Tenendo quest’erba in mano finché non si riscaldi, ferma il sangue dal naso, cioè l’epistassi e dalle ferite)”.

Beh è proprio il caso di dire:  O la borsa del pastore o la vita!

(ovviamente il faidate è sconsigliato)

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