BARBA DI CHE ?!??

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Barba di becco.  Sì, proprio lui,  il marito della capra, ma stavolta le corna non c’entrano. C’entra invece il pizzetto che il caprone porta sotto il mento.

Barba di becco  ovvero Tragopogon pratensis: a prima vista sembrano delle semplici margherite gialle ma in realtà si tratta di un fiore abbastanza particolare.

Particolari sono i suoi sepali, più lunghi dei petali , parrticolari sono i suoi orari di apertura.

Ci sono fiori che si aprono al mattino e si chiudono alla sera, ci sono quelli che si aprono la sera e si chiudono al mattino  (vedi il gelsomino notturno di Carducci) questo invece è un fiore part-time,  infatti si apre al mattino e a mzzodì si cihude. (infatti gli Inglesi lo chiamano Meadow Salsify o anche Jack go to bed at noon). 

Se volete ammirarlo allora vi conviene  alzarvi di buon’ora e  scovarlo tra l’erba alta dei cigli stradali prima che passino le macchine tagliaerba e ne facciano razzia.

Chi passa al pomeriggio vedrà il fiore chiuso con i sepali ben stretti e rivolti all’insù.

Magnifico invece è il frutto del Tragopogon pratensis: un “soffione”  dal diametro doppio rispetto a quello del tarassaco,  con riflessi di seta e formato da tante piccole “barbe” – paracadute per i semi che saranno portati lontano dal vento.

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