ERBE GRASSE E BACCHE MAGRE

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Cranberries  è il nome inglese dei mirtilli rossi (Vaccinium vitis-idea) ma anche di un gruppo rock irlandese degli anni ’90,  quelli di Zombie, tanto per intenderci; nello stesso disco c’è anche una canzone meno famosa che si chiama  “No need to argue” (ovvero “non c’è bisogno di discutere”).

E se dico che questo è un tempo di bacche magre (con la “v”) credo che sarete d’accordo con me e con The Cranberries.

Per fortuna ci restano le erbe grasse, come questo Sedum Maximum  ovvero Borracina, una pianta della famiglia delle crassulaceae che vive su terreni sassosi e aridi e talvolta viene coltivata.

Da lontano ha un aspetto triste, o forse è l’ambiente intorno all’apparenza un po’ trasandato, ma vista da vicino è spettacolare.

Intanto i boccioli sono dei piccoli prismi, quasi cupole di Giotto, e i fiori riuniti a capolini sono delle stelle a cinque petali  e stami gialli che ti guardano come occhi con lunghe ciglia: le api lo sanno e il loro  bottino sarà grosso (la pianta si chiama anche  “favaria grossa”).

D’inverno gli uccelli si nutrono dei semi rimasti attaccati alla pianta.

E noi?  Tranquilli;  a noi restano le foglie: quelle belle foglie carnose e succulente che non si mangiano ma hanno la proprietà di fare sparire i calli.

(Ma non coloro che ve li pestano… purtroppo).

Chi vuole saperne di più può incominciare da qui: http://www.thereef.it/craft/streghe/erbe/sedum_telephium.htm

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2 pensieri su “ERBE GRASSE E BACCHE MAGRE”

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