CACHI A SAN SIRO

C’è un albero di cachi a San Siro  (o forse c’era) dentro un giardinetto che si affaccia alla Via Maratta  e già guarda alla Piazza Selinunte.

Quando il sole scende, a metà pomeriggio in queste giornate di dicembre che sono le più corte dell’anno, accarezza con lame di luce i tetti delle case, i muri dei palazzi popolari, illumina i suoi frutti rotondi.

L’albero di cachi (Diospyros Kaki L. ) è una pianta originaria della Cina, poi si è diffusa in Corea e Giappone e solo dalla fine del 1800 è presente in Italia. E’ un albero longevo ma teme le gelate primaverili tardive.  Il frutto resiste sulla pianta fino ai primi geli, quando le foglie morbide dai colori cangianti sono già cadute da un pezzo  e l’effetto è quello di palle su un albero di Natale.

Chissà da dove viene questo albero di cachi.  Forse è stato piantato dai primi abitanti negli anni ’30  quando questo quartiere era l’estrema periferia di Milano e oltre c’erano solo i campi.

Forse ha visto la trasformazione di questo quartiere da modello dell’edilizia residenziale di Milano a periferia nel cuore della città, ha visto crescere il disinteresse e l’abbandono  ed è stato esso stesso abbandonato.

Per questo, parlando di cachi, mi piace ricordare quest’albero che forse è importante e famoso solo per me.

Sicuramente ci sono dei cachi più famosi, sono quelli scampati al bombardamento atomico di Nagasaki e Hiroshima e oggi oggetto di una iniziativa molto bella.

Provate a leggere qui: http://giardinofiorito.wordpress.com/2010/12/05/lalbero-di-cachi/

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IL BIMBO MUTO

photo by Alain Turpault
photo by Alain Turpault

 

Il bimbo cercava la sua voce.
(L’aveva il re dei grilli).
In una goccia d’acqua
il bimbo cercava la sua voce.

Non la voglio per parlare,
ci farò un anello
che porterà il mio silenzio
al dito mignolo.
 
In una goccia d’acqua
il bimbo cercava la sua voce.
(La voce prigioniera, lontano,
si mette un vestito di grillo).
 
                                                    Gabriel Garcia Lorca