GEOMETRIA DELLA NEVE

fiocco di neve 3

Cadono fiocchi di neve in questi giorni, a volte sottili come spilli, a volte grandi come fazzoletti, dentro ogni fiocco ci sono migliaia di cristalli di ghiaccio dalle forme bellissime, veri e propri frattali.

Quando un fiocco di neve cade su un vetro (dell’auto per esempio) e poi si ghiaccia è possibile averne un’idea ma per ammirarli in tutta la loro bellezza serve un microscopio.

E io il microscopio non ce l’ho per l’appunto  e quindi avevo (almeno) due possibilità:

la prima è quella di segnalarvi un sito che offre tantissime immagini di cristalli di neve:  http://daily.wired.it/foto/2011/12/16/geometria-fiocchi-di-neve-foto-16145.html

la seconda è quella di sviluppare il tema a modo mio, seguendo le forme e i colori che la neve mette in risalto,  e paesaggi dalle nuove geometrie.

quale dei due modi vi piace di più?

COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO

Paesaggi o bacche? buio e nebbie o tramonti infuocati? Funghi, tracce di animali, gemme precoci, nuvole di passaggio e alberi che si specchiano nel fiume.

Forse dobbiamo smetterla di chiamarla  “la brutta stagione”  ma non ho la pretesa di convincervi.

Solo vi ho dato degli indizi.

GIALLO GELATINA

tremella mesenterica

Per lungo tempo mi sono chiesto cosa fosse “quella roba lì” poi ho scoperto che si tratta di un fungo, si proprio di un fungo saprofita (che non è una parolaccia).

La specie è nota come Tremella mesenterica  da mesenterion: membrana dell’intestino  e infatti a guardarlo bene potrebbe somigliare, ma sono come sempre gli anglofoni i più fantasiosi;

ecco alcuni nomi che danno a questo fungo:  the yellow brain, the golden jelly fungus, the yellow trembler, and witches’ butter. (notevole, vero?)

Questo fungo senza gambo cresce  in autunno/inverno sui rami di legno morto (saprofita significa che si nutre di sostanze organiche morte, non attacca dunque gli alberi vivi come fanno altre specie di funghi ma preferisce i rami morti di diverse latifoglie).

La forma e il diametro posso variare molto (30-100 mm). Il colore è giallo vivo, lucido, per poi diventare aranciato quando il fungo invecchia e anche la consistenza cambia passando da una gelatina gommosa (come quella delle caramelle) a uno stato quasi liquido.

Ma non è il solo fungo con questo aspetto, ha anche dei parenti che si chiamano Tremella aurantia, Tremella mesenteralla, abbiamo anche quella brasiliensis  e poi un cugino che quando lo chiami si presenta come Dacrymyces chrysospermus.

Pur non essendo velenosa la Tremella mesenterica  non ha un sapore particolare, non vale la pena di raccoglierla, ma se vi capita, durante una camminata invernale, di incontrarla, provate ad annusarla:  scoprirete un gradevole profumo fruttato.

SENZA FRONTIERE

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Una volta erano i giochi (senza frontiere) che tentavano di unificare  l’Europa, simpatiche competizioni televisive tra squadre di città di differenti nazioni. 

C’era già il Mercato Comune  ma non ancora l’Euro,  e non c’erano ancora il Trattato di Schengen, l’Erasmus e le quote latte… o forse quelle sì, ma è un dettaglio.

Certo c’è chi se ne è sempre fregato delle frontiere: sono gli esportatori di valuta e i contrabbandieri  ma ancora di più il vento, le nuvole e gli uccelli.

Sono qui sulla sponda italiana del Lago Ceresio in questa fredda ma nitida domenica d’inverno.

Di dove siete fratelli!   – provo a chiedere ai germani reali che nuotano a pochi metri dalla sponda. Mi sento un po’ Ungaretti e un po’ rapper tamarro.  Incontro anche dei brutti anatroccoli (dei giovani cigni con ancora le piume screziate di marroncino) anzi già abbastanza belli.

Ecco,  i giovani dei germani reali e quelli del cigno sono stati fratelli, nel senso che dicevano Ungaretti e il giovane col cappello sulle 23.  Perchè germano vuol dire fratello nato dallo stesso padre e dalla stessa madre, ma fratelli si può essere anche non di sangue, per uno stretto vincolo di affetto,  per una speciale comunanza di ideali. (Peccato però che poi il papà del brutto anatroccolo gli ha comprato la Ferrari e tu sei rimasto a piedi).

Sono qui sulle sponde sud del Lago Ceresio in questa corta e ormai declinante giornata d’inverno; i riflessi sull’acqua si fanno lividi, taglienti,  ma anche un poco malinconici.

I germani non mi hanno risposto ma non importa tanto già so che loro, le Anas platyrhynchos, sono le anatre più diffuse d’Europa (loro sì sono un vero elemento unificante). Sono uccelli migratori ma anche in gran parte ormai stanziali, capaci di popolare specchi d’acqua grandi e piccoli: laghi, stagni, lanche dei fiumi, parchi cittadini; attraversano le frontiere,  e nessuno gli chiede il passaporto.

… Sull’altra sponda si accendono le prime luci della Svizzera.

FORSE ERA UN ANGELO

la forma delle nuvole (foto di repertorio)
la forma delle nuvole (foto d’archivio)

Sono stato fortunato, peccato, non avevo con me la macchina fotografica, così adesso ve la racconto ma voi non ci crederete.

Era come una grande ala, nel cielo del pomeriggio, limpido, ripulito dal vento, e il sole, già a tre quarti del suo percorso, illuminava tutta la scena di una luce quasi irreale.

No non era un UFO (Unidentified flying object) anzi l’oggetto nel cielo era ben identificato e riconoscibile;

Per gli scienziati solo una nuvola a cui il vento ha dato forma.

Le nuvole, ammassi di vapore acqueo che navigano nel cielo, hanno nomi e forme diverse  cambiano colore e consistenza, sono promesse di abbondanza o di sventura ed è inutile che vi faccia qui un trattato scientifico perchè già ne esistono molti.

vedi: http://www.nonsoloscuola.org/software/nubi/nubi.htm

Ma nella forma delle nuvole  ognuno può vederci ciò che vuole: segni, premonizioni, destini, manifestazioni soprannaturali.

E se quella fosse stata davvero l’ala di un angelo?

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Chi di voi ha percorso domenica 3 febbraio 2012 la strada che da Varese va verso Gallarate, verso le 16.30 – 17.00 ha sicuramente potuto vedere lo spettacolo incredibile di questa ala nel cielo, o forse ha visto nelle nuvole altre cose dettate dal suo cuore.

Eurythmics: There  must be an angel

SPINE DI FUOCO

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Il nome scientifico Pyracantha deriva dal greco, dove pyr significa fuoco e acanthos significa spine, quindi questa pianta si chiama spine infuocate, a evocare i due tratti distintivi dell’arbusto: le spine acuminate e i frutti rossi che incendiano il giardino autunnale. (Gli anglofoni traducono letteralmente e la chiamano Firethorn).

Rosso, fuoco e spine:  che splendido terzetto  e quante emozioni evoca.

La rosa è rossa ma ha le spine come l’amore ha le sue. Rosso è il fuoco e rossa è la passione che brucia come il fuoco, le spine richiamano la passione di Cristo e il sangue; il sangue che scorre nelle vene è la vita, sono i nostri desideri, i nostri sogni.

E’ questo il segreto del successo della Pyracantha?

Dal punto di vista della coltivazione conta sicuramente il fatto che sia un arbusto sempreverde, rustico, cioè facile da coltivare e poco esigente in fatto di terreno, amante del sole e della mezz’ombra, spinoso quanto basta per creare barriere anti intrusione ed inoltre è una pianta che sopporta bene le potature.

Chi non vorrebbe averla in giardino?

Dal punto di vista estetico i periodi più favorevoli sono la tarda primavera quando fiorisce con fiorellini bianchi simili a quelli del biancospino (appartiene anche lei alla famiglia delle rosacee) e poi l’autunno-inverno con queste bacche rosse e arancione che rimangono sulla pianta per tutta la stagione fredda (se gli uccelli, giustamente, non vengono per farne scorpacciate).

Dal punto di vista filosofico ed esistenziale ho già detto  (ma forse sono solo cose che penso io). 

Ulteriori informazioni su:

http://www.giardinaggio.it/giardino/Piante-da-Giardino/piracanta.asp#ixzz2Hi0XCw8p

http://www.verdeepaesaggio.it/2008/02/pyracantha/

ALBERI CON IL MAGLIONE

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Tricot e Vilnius sono due parole tra le quali all’apparenza non c’è alcun collegamento.

Ma sicuramente c’è tra freddo e maglione e dopo aver letto questo articolo forse si capirà anche il collegamento tra maglione e albero.

Tutto questo grazie alle mie amiche Liudmilla e Terese che mi hanno mandato queste foto che documentano un modo originale per proteggere gli alberi dal freddo nella capitale della Lituania.

La cosa non è nuova, sappiamo benissimo come anche alle nostre latitudini sia necessario proteggere dal freddo alberi come il limone e l’ulivo negli inverni troppo rigidi con imbragature, cellophanature, pacciamature… ma a questo compito di solito è affidato ai giardinieri.
A Vilnius invece pare abbiano chiamato le magliaie che oltre alle sciarpe per i nipotini si sono ingegnate nel creare con ferri e gomitoli di lana queste maglie “della salute” per proteggere gli alberi dai rigidi inverni del Baltico.
E siccome da cosa nasce cosa non mi stupirei se tra qualche anno vedessimo famosi stilisti impegnati in una loro collezione autunno-inverno con relativo defilé.

Solo che a quel punto saremo noi a passeggiare tra filari di alberi griffati.