LA SCARPA SLACCIATA

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Ci sono casualità, a volte,  dettagli, inezie, che però determinano una svolta nella propia vita come capita ai personaggi di “Piccoli equivoci senza importanza” libro di Antonio Tabucchi del 1985

Così può capitare a volte che…

Ero in giro in bici per stradine di campagna e mi sono accorto di avere una scarpa slacciata.

Abbassandomi per allacciarla e poi rialzando la testa il mio sguardo è passato in una frazione di secondo dalla punta dei mei piedi  all’azzurro sconfinato del cielo. Nella mia retina si sono impresse  inaspettatamente spighe di grano e nuvole, grano e nuvole che io sapevo essere lì eppure da questa prospettiva diversa mi hanno regalato emozioni e pensieri nuovi.

E’ come quando sei bambino e le spighe di grano sono più alte di te, è come se ti passassero davanti fotogrammi del film “Io non ho paura”  di Gabriele Salvatores e ancora non pensi che tutto quel giallo diventerà pane.

E’ come quando guardi le nuvole pensando che qualcuno le abbia dipinte e ancora non sai che le muove il vento e ancora non sai che sono minuscole gocce d’acqua che un giorno cadranno…

Perchè la scarpa mi si è slacciata proprio lì ?

Non ha cambiato certo la mia vita però è bastato per ricordarmi che ancora esistono il  grano, le nuvole e il cielo.

PROMEMORIA PER PELLEGRINI MODERNI

Non è giunto colui che cammina.

Il pellegrino non è un saggio, non è un santo.

E’ un amico della saggezza, un amante della santità.

La verità che tu cerchi non sta al termine del cammino.

Sta dappertutto.   Sta in te.

Te stesso cerchi, oh pazzo. 

E vai a cercarti lontano!

Infatti il mio corpo che si trascina nel mondo esterno

ignora la verità che la mia intelligenza ha visto.

Voglio mettere i piedi nei passi del mio pensiero,

voglio tastare con le mie mani ciò che sa il mio sapere,

voglio pesare il mio peso sulla terra promessa

delle certezze spirituali.

Va’, pazzo!  Mettiti  dunque in marcia con tutta la tua vita

E la strada faccia cantare il tuo corpo di carne secca

e le tue gambe di vento.

Insegna al tuo corpo a morire camminando.

Insegnagli passo passo la natura di ogni cosa che è di passare.

Che ogni cosa desiderabile dica ai tuoi occhi:  tua non sono.

                                                                                    Lanza del Vasto

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