TRANSUMANZE

gregge di pecore alla Castellana
gregge di pecore alla Castellana

Il “Freccia Rossa”  attraversa la pianura del Lazio punteggiata di greggi di pecore, le osservo, un po’ insonnolito, come fosse un presepe.  Mi vengono in mente le greggi di pecore della mia zona, da qualche anno tornate più numerose, come un tempo quando l’estensione delle brughiere e degli incolti permetteva questa attività.

Sas_Pastur copiaTestimonianza particolare ne è una pietra o meglio un sasso (il sasso pastore, oggi collocato nel chiostrino della chiesa parrocchiale) dove è incisa la data di un avvenimento particolare:  la morte di un pastorello colpito da un fulmine mentre pascolava il suo gregge in località Caldarona, comune di Lonate Pozzolo, sul pianalto che si affaccia alla Valle del Ticino.

Un fatto di cronaca del 20 maggio 1771 che ci dà un sacco di spunti per ricostruire la vita pratica dei pastori di quel tempo e la loro provenienza.  Il pastorello si chiamava Matteo Pietro Buoni, aveva 16 anni e proveniva da Vione, un paese dell’Alta Val Camonica. (Oltre a lui il fulmine colpì anche 36 pecore).
Pastori della Val Camonica
Pastori della Val Camonica

I pastori iniziavano a spostarsi dall’alpeggio a fine settembre e portavano le proprie pecore a pascolare in pianura dove restavano fino alla fine dell’inverno, lungo percorsi accidentati e pericolosi durante i quali diversi perdevano la vita, a volte ammazzati. E una delle mete eraappunto, la brughiera grande di Gallarate, oggi quasi interamente occupata dell’Aeroporto di Malpensa.

Di tutt’altre transumanze parliamo adesso. E non mi riferisco a quelle dei pastori di pecore o di mucche. E neanche a quella delle api portate con le loro arnie in montagna quando le fioriture primaverili in pianura sono finite (la chiamano apicoltura nomade).

Un tipo di transumanza molto praticato dagli esseri umani  è quella dei lavoratori stagionali, sia che si parli di turismo sulla riviera romagnola  o della raccolta dei pomodori nel sud dell’Italia, due tipi di transumanza differenti ma con molti aspetti in comune.

E poi, per finire c’è la transumanza praticata da molti anziani o dai ricchi che se lo possono permettere.

Mi è capitato di vedere in TV un servizio sugli anziani francesi (ma non solo) che passano l’inverno ad Agadir nel sud del Marocco, ricreando una vera e propria comunità e alimentando  l’economia locale.

Solo che forse loro non la chiamano transumanza.

Agadir - Marocco
Agadir – Marocco
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