LA RIVOLUZIONE DEI COLIBRI’

colibrì 2 copia

No, ecco, non è che io sia scettico verso le rivoluzioni,  ma a ben guardare, partendo dalla Rivoluzione francese, lo schema è sempre stato lo stesso. Si parte da “libertè, egalitè, fraternitè”, poi si passa alla ghigliottina e infine a Napoleone. Così fino a quelle più recenti della “primavera araba”: la libertà  è una speranza collettiva che vive dietro le barricate, nelle piazze affollate di manifestanti.

Lottare fianco a fianco con le stesse convinzioni è una cosa che fa sentire uguali, che fa nascere relazioni di amicizia, affetto, solidarietà.  Poi, abbattute le statue del passato despota, ecco che nel caos che segue  spunta l’uomo forte (un militare o un ex dei servizi segreti) e piano piano i potenti di prima si riprendono i posti di comando che avevano perduto.

E’ una visione pessimista? Forse. O forse il trucco sta altrove, forse bisogna cambiare il modo di fare le rivoluzioni. Certo, la rivoluzione più importante rischia di farla un uccellino piccolo piccolo ma vivace e anticonformista. Così racconta una leggenda africana, ripresa da Andrea Paracchini nel suo-book  “La revolution dei colibrì” di cui vi propongo il video da YOU TUBE

Quello di Andrea Paracchini è un viaggio attraverso otto iniziative di economia sociale e solidale, “Otto percorsi collettivi di sostenibilità che stanno cambiando la Francia… e che potrebbero contagiare l’Italia”. Le pratiche positive raccontate in questa opera coprono un’ampia gamma di esperienze messe in piedi oltralpe, gruppi di persone che decidono di fare la loro parte per migliorare la terra mettendo in piedi veri e propri modelli di economia sociale fatta di sostenibilità ambientale ed economica (da Amazon.com)

Gente che acquista appezzamenti di terreno per farli coltivare ai giovani, altri che si mettono a produrre energia alternativa. Chi si inventa una “moneta locale” e chi accompagna i turisti in parti delle città fuori dagli abituali percorsi, chi si lancia nel settore del riciclaggio degli apparecchi elettronici e chi sperimenta nuovi modi di fare impresa che qui in Italia siamo lontani anche solo dall’immaginare…

Quanta “libertè, egalitè, fraternitè” vi ha ispirato qusto video, e quanta voglia vi è venuta di provarci?

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4 pensieri su “LA RIVOLUZIONE DEI COLIBRI’”

  1. Molto interessante. Anche in italia ci sono maree di queste piccolo grandi iniziative ( c’è un bel libro di chiara spadaro dal titolo piccolo è bello http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=195 ma a cercarne ce ne sono una marea. Bisogna iniziare da qualche parte. io, Paolo Rusconi ho iniziato 10 anni fa coi bilanci di Giustizia, poi coi Gruppi di acquisto Solidali e ora con AEQUOS, La più bella e collettiva esperienza di cui faccio parte. Oltre 1000 famiglie coinvolte, oltre 10 tonnellate MEDIE di frutta biologica acquistata settimanalmente direttamente da una serie di piccoli prioduttori con tempistiche che farebbero impallidire qualsiasi supermercato, coferendo senza nessun intermediario l’85% del valore della merce acquistata direttamente al produttore contro il 20% di media dei supermercati, riuscendo ad acquistare cibo biologico alla metà del prezzo della grande distribuzione, con zero di prodotto sprecato o avanzato (zero, dico zero), con una efficenza logistica che neanche le multinazionali possono vantare; miglioni di vaschette di polistirolo risparmiate, recupero delle cassette usate. Tutto su base volontaria, senza un padrne o un capo, dividendosi in migliaia di piccole azioni responsabilità e passione. Difesa dei contadini, programmazione, prezzi concordati fuori dalla logica del mercato, una marea di belle cose. Se siete curiosi, cercate.
    Da basso, come tutte le rivoluzioni che restano.
    Una goggia da colibrì? forse. So che da allora, ai miei quattro figli, pensando a tutte le cose belle che vorrei fare sempre di corsa, dico un po’ ridendo che ” non ho tempo di morire”

    1. Ciao Paolo,
      anche se conosco solo di striscio la tua storia credo tu sia di diritto un membro della “società dei colibrì”. Conosco di striscio anche l’esperienza di AEQUOS ma per me è già troppo grossa.
      Grazie per la segnalazione e arrivederci sul blog o anche (meglio) di persona.

      1. Grazie della risposta. Ma ho da dirti una piccola cosa. Mi sono un po’ dispiaciuto quando ho letto nella tua rispostra ” ….ma per me è già troppo grossa”. Aequos è bella perchè fatta da migliaia di colibrì, niente di più.
        Perchè l’assunto bello della leggenda, per così come la vedo io, è che il colibrì fosse davvero convinto di poterlo spegnere quel fuoco, se no cosa lo faceva a fare? giusto per non sentirsi in colpa? nessuno gli avrebbe rimproverato nulla. Ma lui me lo immagino come ingenuamente e puramente convinto di poterlo spegnere, e anche di fronte ad una meschina e pragmatica razionalità con la sua bella e disarmante ingenuità ripropone il senso della sua azione, la mia parte, il 100% di quel che posso o è giusto che io faccia. Ogni tanto credo che abbiamo paura un po’ dentro che le nostre cose diventino “grandi”, di perdere controllo, dinon esser più vere, di non essere più nostre. E te lo dico perchè è una osservazione che spesso ci fanno, che siete troppo grossi. Ma lo vogliamo spegnere o no questo incendio? è un incendio o no? non ce l’abbiamo un po’ l’urgenza e l’indignazione dentro?
        Ma noi quando vediamo un incendio, facciamo delle valutazioni in merito all’efficazia della nostra azione? ponderiamo e calibriamo?
        E’ l’urgenza che ci manca, ci stanno addormentando, ci stanno convincendo che un grado della temperatura terrestre in fondo si può tollerare, che in ghiacciai si sono sempre un po’sciolti, che la terra è grande.
        Ci stanno bollendo come le rane dell’esperimento, quelle che anzichè schizzare fuori dall’acqua bollente, resistono dentro l’acqua che pian piano si scalda fino a quando non muoiono senza neanche accorgersene.
        Salta!

  2. Hai ragione Paolo, anch’io avolte mi faccio prendere dalla paura di non avere il controllo. Sono d’accordo con te sia sul colibrì che sulla rana, anzi, facendo il verso a Totò potremmo dire:
    “Siamo colibrì o rane?”

    Una parte del colibrì che è in me sta partecipando a un interessante progetto che si chiama MIND (mettiano insieme i nostri destini) vedi http://www.mindilprogetto.org/
    ci sono spunti interessanti che si potrebbero sviluppare anche sul nostro territorio.

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