TUTTO DI CORIANDOLI MI VOGLIO VESTIRE

Il bello della primavera è che gli alberi nei giardini si vestono di nuovi colori ( e le giovani donne… vivono nuovi amori) ma il  bello sono anche le tenere foglie che spuntano sugli alberi, con quel verde così vivo e brillante che è un inno alla vita.

Sì è proprio un bel vestito, uno di quei vestiti  nuovi che se ti chiami Valentino può essere che Giovanni Pascoli ti dedichi una poesia

Ma c’è un’altra possibililtà e cioè che il tuo vestito nuovo non  sia fatto di fiori o di tenere foglie ma  di frutti?   Come è  possibile?

Si è possibile: chiedetelo a lui,  all’olmo.

E’ una delle piante tipiche dei nostri boschi:  è con noi da sempre lo riconosciamo per l’attaccatura asimmetrica delle sue foglie al picciolo (anche l’asimmetria è bellezza, come scoprirà molto tempo dopo Picasso).

Ulumus campestris, ulmus minor, ulmus carpinifolia: sono i suoi nomi all’anagrafe degli alberi.

La sua particolarità sta nel fatto che dopo i fiori e prima che sulla pianta spuntino le foglie, lui si veste di coriandoli verde tenero, o giallo con al centro un’anima rossa.  Sono i frutti, in termine tecnico “samare” e quel rigonfiamento centrale è il seme che aspetta solo un soffio di vento per volare via.

Ah l’olmo è una pianta molto cara agli adolescenti…. ma ve lo racconto la prossima volta.

 

 

 

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