PROMENADE

 

Assassinato dal cielo, tra le forme che vanno verso la serpe e le forme che cercano il cristallo, lascerò crescere i miei capelli…

Così Garcia Lorca dalla sua raccolta ” Poeta a Nuova York“.

Esco  e il mio umore è simile a quello della poesia…  no non è proprio una incazzatura, è una stanchezza sordomuta, come qualcosa che scava dentro ma non sai cos’è.

Non mi serve andare tanto lontano da casa per scoprire paesaggi nuovi; ma questi  paesaggi oggi li disegnano le nuvole  scure che fanno da sfondo al verde dei campi di grano, alla bianca fioritura  delle robinie.

Questo cielo disegna davvero un altro mondo, così diverso dai grattacieli della Grande Mela eppure così pieno di vita, di elettricità  (si sta avvicinando un temporale,  ma non è solo per questo), sembra un pittore al quale hanno rubato il rosso  e allora ha giocato tutto su tre colori.

Laggiù le querce sono una  quinta teatrale per le nuvole che stanno crescendo, dietro, come bianchi palazzi di panna, e perfino l’acqua del torrente oggi sembra pulita, ma forse è tutto questo fiorire di bianco  che non è solo delle robinie ma anche dei sambuchi, del cerfoglio e dei rovi.

Stupendo!  ma io sono ancora così:

Incazzato con il mio viso diverso di ogni giorno.  Assassinato dal cielo.

 

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