NATURA SCRAUSA

 

La seconda impressione è quella che conta,  no forse la terza.

Sì perchè la prima non è per niente incoraggiante.

Però con un po’ di pazienza ritrovo i miei riferimenti.  Il giallo limone delle Enothere, il rosso inchiostro delle Phitolacca,  i pennacchi delle cannucce di palude e i semi lanuginosi dei cardi.

Le folaghe, come al solito sono molto rumorose e i loro richiami riempiono gli stagni, dove le pazze corse delle gallinelle d’acqua, le più timide, lasciano lunghe scie.

I tuffetti invece non si fanno problemi per la mia presenza, ma la loro permanenza fuori dal pelo dell’acqua è molto breve, poi di nuovo si immergono in apnea alla ricerca di cibo.

Natura “scrausa”, penso.  Non è la primavera dei germogli teneri e delle gemme, non è nemmeno l’autunno inoltrato con i suoi colori vivaci e neanche l’inverno delle romantiche nebbie.

Eppure sullo sfondo azzurro del cielo spighe  e tralci disegnano arabeschi di ruvida armonia, le margherite bianche dell’Erigeron acer (una margherita scrausa per eccellenza) occhieggiano bianche tra “sterpaglie”  e fusti secchi di graminacee mentre aspettano che le visiti una Latonia.

I cigni sull’isolotto si stanno lisciando le penne e già in alto, sopra le cime dei pioppi si levano a frotte i voli degli storni.

….ho capito.  E’ ora che anche io vada a casa.

 

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2 pensieri su “NATURA SCRAUSA”

  1. Bellissimo come sempre! Il tuo spazio digitale dovrebbe essere insignito del titolo di Area SIC, Sito – in tutti i sensi – di Interesse Comunitario. Ciao!!!

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