LA CASA CON LE FINESTRE CHE PARLANO

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Le finestre danno sul cortile anche se ad Alfred non l’ho detto.

No, non gliel’ho detto perchè subito dopo il cortile c’è una cancellata e subito dopo la cancellata c’è una strada e poi il lago.

Non l’ho detto neanche a Pupi Avati; Le sue finestre ridevano; ma anche per lui è un passato che non ritorna. Questa casa, con le sue finestre, però è davvero cinematografica.  Lo scenografo ha fatto davvero un bel lavoro o forse no, è tutto merito dei “cacciatori di locations”  (ne ho conosciuto qualcuno). 

Sicuramente il regista deve avergli chiesto  la possibilità di fare delle inquadrature d’effetto dal basso in alto, per un “noir” forse o un giallo;  il colore dell’intonaco suggerisce un po’ di mistero e anche lo stile vagamente liberty e poi le piante messe lì non per caso…

… avranno un senso quelle piante che fanno occhiolino dalla cancellata? Ci dicono qualcosa sul proprietario della casa?

Vediamo… intanto quella bella pianta con le foglie palmate e sempreverdi è una Aralia  o Fatsia Japonica, una pianta molto rustica che non ha bisogno di molte cure, che ama crescere in una posizione luminosa ma si trova bene anche all’ombra, i fiori  e i frutti assomigliano molto a quelli dell’edera (Edera Helix) e infatti sono entrambe della famiglia delle Araliaceae.

Chi può essere il padrone di casa? Forse qualcuno che è sempre in viaggio per lavoro o altri motivi e non ha molto tempo per le piante. Ma che lavoro potrebbe fare?

… E quest’altra pianta senza foglie con dei capolini bianco-gialli?

Il nome scientifico è Edgeworthia, anche lei è giapponese d’origine e qui da noi l’hanno ribatezzata Bastone di S. Giuseppe (da non confondere con il Bastone di S. Giovanni) probabilmente perchè la sua fioritura si compie in inverno e a quel tempo i rami sono ancora un nudo bastone senza foglie.

Ma non finisce qui, la Edgeworthia è chiamata anche “pianta della carta” perchè dalla sua corteccia si ricavava un tempo la carta tipo pergamena per la fabbricazione delle banconote.
Allora vuoi vedere che il proprietario è un falsario che viaggia per spacciare banconote false in giro per il mondo!

No troppo semplice;  Alfred non si sarebbe accontentato di questo.

Potrebbe essere il figlio illegittimo di  Michael Pakenham Edgeworth, che durante il diciannovesimo secolo lavorò per la corona britannica, sulla flora dell’India, Cina, Yemen e Sri Lanka, dando il suo nome a diverse specie botaniche.

Un ulteriore indizio potrebbe darcelo un altro nome della Aralia che è anche detta “falso ricino” per la somiglianza delle foglie.

Dunque: un figlio illegittimo, falsario, che viaggia molto e che ha una passione per il Giappone e per il “ventennio fascista”, che magari ha ucciso e sepolto qualcuno nel giardino di una casa con le finestre e i muri che parlano di una altra epoca…

Certo non poteva immaginare tutto questo il cacciatore di locations quando ha visto per la prima volta questo angolo del Lago Maggiore.

 

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