COSA CI PORTANO GLI AMERICANI

fiori acer negundo

Per Americani, nel linguaggio comune, si intendono gli abitanti degli Stati uniti d’America ovver U.S.A.

Ora voi sapete è facile cadere nella diatriba tra sostenitori e detrattori: tra coloro che esaltano il loro modo di vita e coloro che non li possono vedere (yankee go home, è il loro motto) ma non è l’argomento di questo articolo.

Il primo vero contatto dell’Italia con gli “americani” credo sia stato durante la Seconda guerra mondiale con i soldati che vennero a “liberare” la nostra penisola.

Cosa ci hanno portato gli americani oltre alla coca-cola, al chewing.gum, al piano Marshall e alle basi militari?

La musica innanzitutto, anche i più accaniti anti-americani apprezzano i generi musicali nati negli Stati Uniti nel XX° secolo (jazz. cowntry, rock & roll…)  e poi grandi personaggi che nessuno può dimenticare.

Le cose si complicano un po’ se parliamo di piante.

Una delle prime ad arrivare è stata la robinia ma ormai possiamo considerarla naturalizzata come lo era a suo modo Mike Buongiorno.   Altri arrivi più recenti si sono rivelati estremamente dannosi per l’ambiente e la biodiversità come ad esempio il ciliegio tardivo (Prunus serotina) e l’Ambrosia (Ambrosia artemisifolia).

foglie acer negundoTra le piante arrivate più alla chetichella, che quasi non ce ne siamo accorti c’è invece questo acero  che gli scienziati chiamano “Acer negundo”.

Che è un acero si nota soprattutto dai frutti: delle samare, ovvero frutti alati  per andare lontano quanto d’autunno soffia il vento.

Le foglie invece sono un po’ diverse dalle classiche foglie palmate degli aceri, dalle punte più o meno arrotondate.

frutti acer negundoQui pare che una forbice si sia divertita a fare delle profonde incisioni così che da una foglia ne ha ricavate tre/cinque : gialle d’autunno, verde tenero e brillanti nelle fresche giornate di primavera, appena accennate quando sulla pianta compaiono i fiori raccolti in lunghi pendenti.

E’ una pianta invasiva?  Mi dicono di sì.  Oltretutto non ha utilità pratiche nè per il legno nè per la linfa zuccherina scarsa non utilizzabile come in altri suoi cugini per farci lo sciroppo d’acero.

E allora cosa possiamo dire di interessante?

Sul nome “negundo” non si hanno certezze etimologiche. Sui nomi alternativi possiamo dire che viene chiamato anche Acer fraxinifolium (c’è in effetti una vaga somiglianza con il frassino) o Acero americano.

Dubito però  che ce l’abbiamo portato gli “americani” infatti dicono le cronache botaniche che è arrivato da noi nel 1688 e a quel tempo gli “americani” intesi come “yankee” non esistevano ancora.

a.negundo autunno 

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