L’OROLOGIO DI LINNEO

telescopi-spaziali copia

Misurare il tempo è sempre stata una passione dell’uomo, con i mezzi più fantasiosi, alcuni apparentemente poco scientifici.

http://stec-172376.blogspot.it/2011_04_01_archive.html

Così si passa dal movimento (apparente) nel cielo dell’astro solare, alla rotazione attorno allo stesso del nostro pianeta, si passa dalle fasi lunari alla comparsa nel cielo notturno delle costellazioni celesti.

cadran-solaire-d-aiguilles-restaure-par-remi-potey-382Altrettanto vari sono gli strumenti: bacchette di ferro piantate su pareti esposte a sud che proiettanono  la loro  ombra a distanza e posizione variabile secondo la posizione del sole nel cielo (le meridiane).

Oppure coni combacianti, uno con la punta in su e l’altro con la punta in giù, comunicanti attraverso una stretta fessura dalla quale scende piano piano sabbia finissima. Il tutto forma un unico clessidra 2oggetto che viene rovesciato quando tutta la sabbia è scesa nel cono inferiore affinchè il processo ricominci uguale a prima  (la clessidra).

E poi cerchi di varia grandezza  con dodici tacche dove due lancette, una lunga e una corta si muovono a 360° per merito di ingranaggi nascosti dietro il quadrante e contenuti dentro una “cassa” di pochi millimetri di spessore (l’orologio)

Sono solo alcune esempi. i più banali forse.

Anche un grande botanico come Linneo si lasciò attrarre da questo tema osservando l’aprirsi e il chiudersi delle corolle dei fiori e si immaginò un orologio composto da un’aiuola con dodici spicchi dove coltivare fiori delle specie più diverse.

“Infatti, osservò,  le campanelle e le rose si aprono alle cinque di mattina, l’erba gatta alle sei, le margherite africane alle otto, alle nove le genziane si schiudono e alle dieci i papaveri fanno lo stesso, alle undici si apre il latte di gallina; alle dodici la campanella che si era aperta alle cinque, si chiude, alle tredici si aprono i garofani, alle quattordici di chiude la primula rossa, e alle quindici i denti di leone, alle sedici si apre la bella di notte, alle diciassette si chiudono le ninfee. “

(da “Le piante non sono angeli” – Giorgio Celli – B.C. Dalai Editore – 2010)

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Un’ipotesi stravagante certo, anche perchè quando non c’è pieno sole o piove molte piante cambiano comportamento  e magari non si aprono affatto.

Però quante similitudini potremmo fare con i bioritmi umani, così diversi da individuo ad individuo, o con le metereopatie che ci causano così tanti sbalzi d’umore.

Beh, oggi è una bella giornata:  piove  e io vado a farmi un giro nel bosco che gocciola, ad annusare l’odore della pioggia.

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chi invece non ha voglia di uscire può approfondire l’argomento qui:  http://www.scientificoborgo.it/liceo/index.php?option=com_content&view=article&id=235:progetto-orto-botanico&catid=57:vari

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