TIPI DA ORTO BOTANICO

Come faceva Federico Fellini a fare i castings?   A comporre il suo circo di personaggi stralunati, eccentrici eppure così genuini?

Qualcuno prima di lui aveva provato a fare lo stesso esercizio, oppure no, l’intenzione era diversa il risultato invece simile.

Così la nave di Amarcord sembra attraccare in questo porto; sbarcano, entrano dalla porta nel grande anfiteatro per una recita speciale soggetti di tutte le provenienze, fattezze, carattere, talento.

Siamo all’ Orto botanico di Padova (il più antico d’Italia) e ogni angolo è una sorpresa, più che un film bisognerebbe fare uno sceneggiato a puntate.

La prima puntata è dedicata ad una regina: Violet queen o White queen, secondo il colore dei fiori molto profumati  e disposti a corona: il suo  nome scientifico è “Cleome spinosa” (non c’è regina senza spine) e viene dal Sud America. Si è guadagnata nel tempo una vasta fama nei giardini come pianta ornamentale perchè ha una fioritura molto lunga (da maggio a ottobre) tanto da far dimenticare quei fusti spinosi (come una bella ragazza con la macchinetta per i denti).

Cleome spinosa
Cleome spinosa

http://www.verdiincontri.com/piante/C/Cleome_spinosa.htm

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 La seconda puntata ha come soggetto un’altra pianta Sudamericana e abbondante di forma e dimensione è l’ Aristolochia gigantea Mart & Zucc. che quando fiorisce assomiglia ad un tacchino con quei suoi lunghi bargigli.  Le aristolochie erano usate un tempo per favorire il parto o al contrario per interrompere gravidanze indesiderate infatti l’etimologia di aristolochia si rifà al greco “aristos” (ottimo) e “locheia” (parto). Quanto a Mart & Zucc che probabilmente sono i suoi scopritori, sembrano quasi i nomi di un duo comico  tipo Gaspare e Zuzzurro.

Aristolochia gigantea
Aristolochia gigantea

Aristolochia

http://www.photomazza.com/?Aristolochia-gigantea&lang=it

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Dove siamo arrivati? Ah sì, terza in ordine di sceneggiatura arriva la Mimosa pudica, famiglia leguminose, fiori rosa, foglie “retrattili”; infatti appena viene sfiorata le tenere foglie di questa mimosa si chiudono con uno slow motion di grande effetto.

No, attenzione non è la timidezza, è solo un meccanismo di difesa della pianta che così disorienta gli animali che vogliono brucarla. Ma c’è un particolare ancora più insolito ovvero questa pianta ha la memoria è cioè in grado di ricordare. Esperimenti condotti anche da scienziati italiani hanno dimostrato che la pianta non chiude più le foglie se ricorda che un evento (tipo la caduta di una goccia d’acqua) non è pericoloso e questo anche a distanza di tempo: straordinario vero?

Mimosa pudica
Mimosa pudica

Mimosa Pudica

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Anche nei migliori sceneggiati ci sono episodi spiacevoli ed eccone uno; infatti sento un certo odore di carne in putrefazione. Guardo in giro e non riesco a capire da dove viene poi casualmente mi avvicino e mi dico  – No, non può essere lei! –

E invece sì è proprio lei questa pianta grassa di origina sudafricana che usa questo stratagemma per attirare le mosche. Si chiama Stapelia variegata  ed ha un bell’abito tigrato e una forma che la fa assomigliare ad una stella marina.  Anche lei ha acquistato in occidente una certa popolarità.  Ovviamente non è da tenere troppo vicino a casa per i suddetti motivi.

Stapelia variegata
Stapelia variegata

http://giardinonaiadi.blogspot.it/2013/03/stapelia-un-fior-di-carogna.html

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Cosa manca? In un giardino botanico non possono mancare le piante acquatiche, le bellissime ninfee che galleggiano sull’acqua con le loro foglie rotonde e i magnifici fiori che tante leggende hanno ispirato ma in una sceneggiatura ispirata a Fellini quella più giusta, quella che ha passato il casting è questa  la Euryale ferox originaria dell’Est dell’Africa, dell’ India e del sud della Cina  (anche stavolta abbiamo fatto il giro del mondo).

Lei è “ferox” perchè dotata di spine sia sulla parte superiore delle foglie sia (soprattutto) nella parte inferiore. Il bocciolo poi, se lo guardate bene sembra un piccolo mostro che spunta con la testa fuori dall’acqua.  E in effetti un po’ mostruoso lo è se pensate che non ha bisogno nè del vento nè di insetti per l’impollinazione: si feconda da solo (non chiedetemi i particolari).

http://giardinonaiadi.blogspot.it/2012/11/euryale-ferox-terribile-gorgone.html

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Bene la recita è finita, ovvero è solo all’inizio perchè questa è solo una minima parte del cast sconfinato di questo film che ogni giorno si gira all’Orto Botanico: regine, piccoli mostri, fanciulle timide, tacchini, putride stelle… un circo degno davvero del grande Federico.

Per chi vuole approfondire: http://www.ortobotanicopd.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

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