L’ULTIMA PASSEGGIATA DELLE SORELLE BRONTE

Brughiera di Gaggio - Settembre 2015
Brughiera di Gaggio – Settembre 2015

Mia sorella Emily era innamorata della brughiera; ai suoi occhi negli angoli più cupi della landa sbocciavano i più vividi fiori, la sua mente sapeva trasformare in un Eden la più tetra valletta affossata sul livido fianco di una collina. Nella squallida solitudine trovava le più rare delizie; e certamente, non ultima, anzi, la più amata, la libertà. La libertà era l’aria che Emily respirava”.

Le tre sorelle BronteCosi scrive Charlotte, autrice a sua volta di “Jane Eyre”,  a propostito della sorella, famosa per il romanzo “Cime tempestose”: un classico della letteratura inglese dell’800. La terza e più giovane delle sorelle (Anne) anche lei scrittrice, non vanta libri così famosi, almeno in Italia.

“Cime tempestose” è ambientato nelle brughiere dello Yorkshire, una regione del nord dell’Inghilterra che è oggi diventata meta di turismo letterario per chi vuole perdersi in quel paesaggio vasto, immutabile, ascoltare il silenzio, rievocare le grida e le passioni tra Wuthering Heights, Gimmerton, e Thrushcross Grange.

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Vasto e immutabile.

Due aggettivi che non possiamo più usare per le nostre brughiere, dopo che numerosi tentativi di bonifica e riforestazione, e la progressiva avanzata del cemento ne hanno drasticamente stravolto le caratteristiche  fino a minacciarle di estinzione.

Un tempo erano il paesaggio naturale della fascia dell’alta pianura dalle Alpi Marittime al Friuli: terreni sassosi e molto permeabili dove l’acqua piovana scende subito in profondità portandosi via le sostanze nutrienti e lasciando quindi un terreno acido, inadatto alle colture, pur se numerosi tentativi di bonifica agricola sono stati fatti  e poi a partire dall’800 (quando scrivevano le sorelle Bronte) si è iniziata in Italia una grossa opera di rimboschimento.

Ancora a metà dell’800 le brughiere della provincia di Como e di Milano (che comprendevano anche l’attuale territorio della provincia di Varese) si estendevano per  18.000 ettari.

http://www.storiain.net/storia/la-brughiera-storia-di-un-paesaggio/

Oggi chi ha le brughiere cerca di tenersele strette, di non farsele portare via,  come la Brughiera di Gaggio nel Comune di Lonate Pozzolo, ultimo lembo della brughiera grande di Gallarate che l’aeroporto di Malpensa a poco a poco si è mangiata.

Allora se non possiamo dire vasta e immutabile (perchè nel tempo ha cambiato aspetto) non possiamo neanche dire triste e cupa, ma Emily Bronte già ce lo aveva insegnato, dipende con che occhi guardi.

Così nella brughiera, tra agosto e settembre, il brugo (Calluna vulgaris) questo rustico arbusto semi-strisciante che ha perso ormai quasi ogni utilità (se non forse per un miele denso e scuro e molto aromatico) attraversa il suo periodo di massimo splendore.

Ecco allora che il paesaggio si trasforma e si crea un’atmosfera quasi fiabesca, soprattutto verso sera quando il sole basso inonda di luce il tappeto fiorito del brugo, creando chiaro-scuri intriganti,  facendo esplodere tutta la tavolozza dei lilla, rosa violetto, fucsia…

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Immagino per un attimo di incontrare le sorelle Bronte che stanno facendo un’ ultima passeggiata in questa brughiera solitaria e festosa, magari ascoltando con le cuffiette la canzone di Kate Bush.

 

 

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