INCONTRARSI E DIRSI ADDIO

Cimice e coccinella

Non so più qual’era questa canzone.  Sicuramente spiegava molto bene il senso di un incontro fugace destinato a non ripertersi mai più e quindi il distacco in questi casi è lancinante.

A meno che l’incontro non sia stato particolarmente sgradevole.

Sì, può capitare, sia  un caso che l’altro.

Come classificheremo allora questo incontro?

Una è una cimice del pomodoro, l’altra è una Coccinella della Madonna.  il teatro di questo incontro è un giardino d’autunno sul palo di sostegno di una melanzana anzi no, di un peperone.

La cimice, ormai orfana di pomodori se la sta prendendo con altri frutti della terra, frutti che punge con la sua bocca per estrarre i succhi a lei graditi. La coccinella con i sette punti neri (la coccinella per eccellenza) si sta chiedendo dove sono andati tutti gli afidi e forse sta chiedendo informazioni alla cimice anche se non so in che lingua si possano parlare; forse servirebbe  un mediatore linguistico o culturale.

Si perchè una certa differenza culturale esiste tra loro.  A partire dal fatto che appartengono a due tribù diverse, la coccinella è un coleottero, la cimice un emittero ed è strettamente vegetariana mentre la coccinella è carnivora e pure cannibale. 

Diverse sono anche le armi di difesa: la cimice utilizza il suo cattivo odore e sapore per scoraggiare i predatori, la coccinella usa la sua livrea sgargiante per avvisare i possibili nemici  che  è tossica.

La cimice sicuramente non ha risposto alle domande della coccinella, anzi gli ha detto di stare alla larga dai suoi cugini (gli afidi infatti appartengono alla famiglia dei rincoti (rincote, come coyote, non sono insulti) e anche gli afidi succhiano la linfa delle piante.

Non sapessi che è un insetto,  quello della cimice potrebbe apparire un avvertimento mafioso.

Lumaca Immagine 349Ma non è finita qui; c’è un’altra strana coppia che si aggira nel mio giardino.  L’incontro stavolta non è ravvicinato perchè lei, la lumaca, preferisce le tenere foglie dei miei cavolfiori, lui, il bruco di Macaone, si sa, ama alla follia i finocchi (ogni riferimento alla teoria gender è puramente fuorviante).

Tra loro due sembra più una corrispondenza a distanza, in chat, come usa adesso.

Facile intuire cosa sta dicendo il bruco alla lumaca:

“Addio, la nostra storia non ha futuro: l’anno prossimo sarò una splendida farfalla”.

Bruco di Macaone

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