L’ULTIMA SPIAGGIA

 

ombrelloni spiaggia

… no, calma;

Ultima spiaggia in questo caso non ha un senso escatologico,  è solo la più recente in ordine di tempo sulla quale ho lasciato l’impronta (effimera) dei miei piedi, assieme a quella di molti altri umani, l’ultima che ha visto i miei occhi ridere davanti all’azzurro terso del mare, che ha lasciato la schiuma delle onde ritirarsi depositando sassi e conchiglie (anche molto altro per la verità, ma non stiamo qui a sottilizzare.)

Bagni, sabbia, ombrelloni, beach volley, bocce, sdraio, crema abbronzante, juke box,  cabina, docce, conchiglie, frangiflutti, costume, un pezzo, due pezzi, topless, paletta, secchiello, biglie colorate, toast, insalatona, tramonto, brezza marina, flirt…

Vi viene in mente qualche altra parola?

Lasciami il tuo numero,  ma… ci rivedremo?”  ” Stasera andiamo a mangiare una pizza.  E dopo? … in discoteca naturalmente”.

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Dove ho lasciato la macchina?  Ho una temporanea amnesia così percorro tutto il lungomare.

 

E sul lungomare incontro Nettuno (il dio Nettuno)  re del mare.

murale Nettuno

No, non mi ha detto niente, era su un murale azzurro con la corona azzurra e azzurra la barba, e dietro di lui tutte le specie di fauna marina:  delfini, polipi e molluschi, granchi, tartarughe ninja e sirene compresi.

La sirena è davvero carina, con quelle due foglie di lattuga di mare sui seni, ma ecco subito farsi avanti un pesce martello, uno scorfano, un ippocampo e poi chi altro?

Ci sono anche strane creature degli abissi che non riesco a nominare, da quale profondità arrivano?

 

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Ho seguito in queste settimane in televisioni le trasmissioni che parlavano di biodiversità marina, di pesca industriale che impoverisce i mari  compromettendo  fortemente le capacità di riproduzione della fauna ittica e di regole comunitarie per pescare il tonno rosso nel Mediterraneo che alimentano il mercato nero del pesce.

Ho ascoltato il lamento dei piccoli pescatori  costretti alla fame dalle grandi navi che pescano a strascico e impoveriscono i mari per anni, decenni, al pari delle multinazionali che brevettano i semi e danneggiano in modo irreversibile la biodiversità delle specie coltivate.

Ma il mare no!!  Il mare è “nostrum” cioè di tutta l’umanità.

pesca a strascico

Mi sembra di essere riemerso con loro dopo un viaggio nei vizi, diciamo pure anche “peccati” dell’uomo legati al mare  e, se vogliamo fare un paragone con i gironi danteschi, quelli dei condannati alla tintarella sono i più leggeri, seguono quelli che si pavoneggiano sugli yacht, quelli che riempiono il mare di veleni, plastiche, idrocarburi (cose che già sapevo); l’ultimo girone è adesso quello della pesca industriale a strascico: autorizzata, ma criminale perché  il mare è parte essenziale del  mondo  e il mondo è dei nostri figli.

E’ davvero questa l’ultima spiaggia?

Vedo una distesa di sabbia in riva al mare senza alcun essere umano dove solo le stelle brillano e per un attimo mi sembra di trovarmi sulla spiaggia del purgatorio, come Dante una volta uscito dall’Inferno.

… Virgilio,  che scherzi sono questi ?!

Purgatorio Dante Alighieri

 

 

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