DIECI CINGUETTII PER SALVARE IL PIANETA

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Io non uso Twitter: preferisco il cinguettio degli uccelli nel bosco o sul mio davanzale quando vengono a mangiare le briciole di pane.

Ma l’argomento ” cambiamenti climatici” è troppo vasto per provare a spiegarlo con un articolo su un blog, così provo a fare una serie di riflessioni veloci attingendo a ricordi ed esperienze personali e un po’ alle mie letture.

Allora vediamo….

Quando parli con qualcuno più vecchio di te, a parte i costumi e la morale, quello che c’era di diverso e sicuramente migliore era il clima.

Ai miei tempi… ormai anche io posso dire così,  infatti ricordo nevicate abbondanti, nebbie persistenti, gelate memorabili, dolci piogge primaverili…

Guardo fuori dalla finestra: c’è un bel sole oggi;  nel Novembre appena trascorso nella regione dove vivo non è caduta neanche una goccia di pioggia…

Segno dei cambiamenti climatici o anomalia statisticamente accettabile, come dicono i metereologi?

Anche io non ce la faccio a non citare Hubert Reeves, famoso astrofisico canadese:

L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.”

Così a  chi importa se la temperatura media sulla Terra salirà di 2° centigradi entro il 2050 ?

Quante specie di piante/animali perderemo, quanta biodiversità in meno ci sarà in conseguenza di ciò?

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Già circolano cartine che mostrano in previsione un innalzamento del livello dei mari  di un centinaio di metri e la scomparsa di  molte città costiere. A Venezia per esempio non sarà più sufficiente Mosè (il MOSE) per dividere le acque ma dovranno richiamare il patriarca Noè, se tutto va bene.

IL catastrofismo è uno degli atteggiamenti più comuni quando si parla di clima.

Il catastrofismo è un filone che ha trovato terreno fertile anche a Hollywood, da “Il pianeta delle scimmie”  in poi  (The day after; L’alba del giorno dopo; Deep Impact…)

Indubbiamente l’uomo è l’unica specie vivente sulla Terra in grado di distruggerla.

Esistono poi altri approcci come l’amaro e stralunato Guido Morselli, ipocondriaco di professione, che nel suo “Dissipatio H.G.” (dove H.G. sta per Humanis generis) descrive sè stesso fobantropo ed eremita lasciato solo su un pianeta “abbandonato” improvvisamente da tutti gli altri suoi consimil. http://www.adelphi.it/libro/9788845906336

Con “Le citta invisibili” Italo Calvino punta invece sull’ironia e sul paradosso.  Marco Polo racconta a Kublai Khan di uomini che costruiscono città  simili a ragnatele a strapiombo su un dirupo o  su palafitte alte fino alle nuvole e i cui abitanti non scendono mai a terra per paura di rovinarla.

Ma non è anche l’uomo parte dell’ecosistema?  Non riguarda anche lui la farfalla che sbatte le ali in Australia e genera un uragano dell’altra parte del globo?

Fermatela, per carità! Fermate tutte le farfalle del mondo o sarà la fine!!

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Se le farfalle possono produrre questi esiti figuratevi quelli delle attività umane.

Qualcuno per provare a misurarne gli effetti ha pensato ad un indicatore come la produzione di Co2 e l’ha chiamato “impronta ecologica”.

http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/footprint_basics_overview/

Come si fa a vedere il Co2?

Samantha aiutaci ! Tu che da lassù, dalla stazione orbitante, hai visto le cose da un punto di vista diverso.

Ma forse questo non basterà a convincerci. Siamo analfabeti di ritorno.

Forse ci serve un ripasso del discorso che il  capo indiano Seattle fece nel 1854 al presidente degli USA Franklin Pierce che voleva “acquistare” una parte del territorio dove vivevano:
“Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole come e’ che voi potete acquistarli?… “

 La civiltà occidentale invece da un certo punto in poi ha pensato di essere in grado di dominare la natura, di trasformare l’acqua in merce, i semi in brevetti industriali.

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 Perchè mai allora abbiamo fatto Santo uno come Francesco  di Assisi se il sole non è nostro fratello, se non è nostra sorella la luna?

 

Davanti ai cambiamenti climatici che minacciano l’esistenza stessa della vita sulla terra in molti hanno provato a dare la propria ricetta, chi in dieci punti chi in 20, in 38, in 200 punti, chi ha pensato che ne bastano 5 (il solito sfaticato!)

Qui sotto i link con alcuni esempi.

http://www.corriere.it/Speciali/Scienze_e_Tecnologie/2007/38mosse

http://www.lettera43.it/stili-vita/3350/io-ti-salvero.htm

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/7621-wwf-living-planer-report-2012-terra-salvare  

Io però adesso smetto: devo andare a calcolare quanto Co2 ho prodotto per scrivere questo articolo.
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Tutte le immagini di questo articolo sono relative alla Marcia per il Clima  del 29 novembre 2015 a Luino  (Va)

 

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