MA IL KOALA DOV’E’ ?

Eucalytus Immagine 547

Se lo sono dimenticati in una valigia, oppure l’hanno sequestrato alla frontiera:  importazione illegale di animali esotici!

Strano, perchè invece hanno lasciato passare la pianta che era con lui e cioè un Eucalyptus gunnii.

La cassa portava impressa a chiare lettere la scritta “FROM TASMANIA”  e qualcuno deve aver pensato che lì non si fabbricano fucili.

il fucile (gun)però non c’entra niente,  è solo per ricordarsi chi l’ha classificato e cioè un botanico inglese trasferito in Tasmania: Ronald Campell Gunn.

Prima di lui un altro inglese il capitano Cook  nel 1770  fu il primo europeo a vedere questi alberi sempreverdi giganteschi e “profumati”.

Il capitano Cook e chi era con lui deve averlo scambiato per il “buon selvaggio” e così lo portò con sè: California, Brasile, Colombia, Etiopia, Marocco, Portogallo, Israele, Grecia, Spagna, Portogallo, Italia sono i paesi dove oggi cresce spontaneamente. In Sardegna il nostro amico australiano ha fatto la conoscenza di un cugino che non sapeva di avere (Carramba che sorpresa!) e cioè il Mirto  (entrambi appartengono alla famiglia delle Myrtaceae).

http://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/eucaliptus/eucaliptus.asp#ixzz3zx0rWIoN

Pensate che bella riunione di famiglia:  700 specie di Eucalipto e non so più quante di Mirto.

Eucalyptus_gunni_flowers copia

Il suo soggiorno in Sardegna però è durato poco. Subito l’anno chiamato nell’Agro pontino (Lazio) per bonificare le paludi. Le sue radici infatti assorbono molta acqua dal sottosuolo e poi la disperdono con la traspirazione delle foglie, foglie che risultano repellenti per insetti come le zanzare.

E così il buon selvaggio ha contribuito a sconfiggere la malaria ma non solo: è ottimo anche come legna da ardere, per fare carbone, pellets e anche cellulosa per la carta grazie alla sua crescita veloce e vigorosa.

Ma non è finita qui: recentemente si è provato ad utilizzare l’eucalipto per produrre fibre naturali alternative nel campo tessile e della moda:

http://www.greenme.it/spazi-verdi/green-things/2609-moda-green-fibra-di-eucalipto

Il nostro Eucalyptus gunnii è invece finito in un giardinetto pubblico: guardo le sue foglie lanceolate di un bel verde scuro, la sua chioma leggera e sempreverde, il tronco che si sfrangia e da grigio con l’età diventa rossastro, di quel rosso che a tutti ricorda la terra australiana.

A me ricorda anche un inverno a Camogli e le “ghiande” di un enorme albero di eucalipto in piazza della stazione, con lo stesso aroma delle caramelle balsamiche ( che però si fanno con l’olio ricavato dalle foglie).

Ma in tutto questo dov’è finito il Koala?

Koala_climbing_tree

Forse è riuscito a passare la frontiera trattenendo il respiro in modo da essere scambiato per un pelouche, un pelouche profumato; infatti mangia così tante foglie di Eucalipto che lui stesso emana quel dolce aroma di eucaliptolo, in maniera naturale, senza bisogno di altri deodoranti alcoolici.

Che dite?  Lo facciamo sapere alluomo che non deve chiedere mai?

 

 

 

 

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