L’ALBERO DI TRENTA PIANI

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Non li ho contati….

sicuramente sono di più…. adesso vado a informarmi.

No, forse il numero esatto non ha importanza. Quello che  è importante è il senso.  E se nella via Gluck ormai interamente urbanizzata si celebra un anniversario importante (quello della canzone di Adriano Celentano) a pochi isolati da lì si celebra un altro concetto di città.

La città che guarda la città.  Dall’alto in basso.

La città nuova che non ha passato ne memoria che guarda la città vecchia… e non la riconosce, come se non fosse scaturita dal suo grembo.

Piazza Gae Aulenti è un NON LUOGO ?

Le guglie di Unicredit hanno qualche attinenza con le guglie del Duomo cui pure fanno da contraltare in uno sky-line scintillante  con lo sfondo delle Alpi?

Ci sono stato troppo poco per poterla definire il luogo un po’ fighetto delle apericene però basta guardare gli “store” (si chiamano così adesso) con i marchi delle multinazionali   e cercare invano un fruttivendolo o un ciabattino per capire con quale criterio è stata costruita.

Nonostante tutto però mi piace,  ammetto a malincuore.

E’ un posto talmente nuovo che può essere quello che vuoi tu.  E’ un luogo talmente virtuale che è molto adatto per incontrarci persone che hai conosciuto su internet  e per cos’altro?

Nel mondo virtuale è facile inventarti cose e fingere di  essere quello che non sei.

Le fontane circolari, l’acqua sono l’unico elemento che richiama la natura… ah si, le persone, anche gli uomini fanno parte della natura… ma la città è assente,  è fuori, con il suo traffico, i suoi rumori, la puzza dei gas di scarico…    con i suoi musei, i giardini storici, le chiese…

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L’albero, gli alberi,  sono davvero alti, ti avvolgono come quando nel bosco provi a ruotare su te stesso, le braccia aperte, il volto verso il cielo,  peccato che qui non sono rami e foglie che ti girano sopra la testa ma giganti di vetro e acciaio.

Mi viene un dubbio.

Sono mai stato “davvero” in Piazza Gae Aulenti?

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3 pensieri su “L’ALBERO DI TRENTA PIANI”

  1. Secondo me va analizzata per la “forma” dello spazio vuoto e non per gli edifici che la delimitano, i flussi e le direzioni, probabilmente é stata studiata anche con dei criteri di feng shui. Mi piace perchè non c’é la solita puzza di gas di scarico e il solito rumore e ci passano i ciclisti. Non mi piace perchè tende ad essere modaiola (la moda ammazza il bello, la moda é commercio, il bello é valore e contemplazione). Il parco che doveva essere realizzato ad oggi é solo un campo di grano, non male ma non é un parco.

    1. Si certo l’architettura è fatta di pieni e vuoti e anche di flussi come dici tu da esperto. Credo che però ognuno la possa vivere, anche nel caso di piazza Gae Aulenti, filtrandola attraverso la propria sensibilità e cultura.
      Sul parco magari vediamo in un prossimo post.

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