I PESCATORI DELLA LUNA

luna-gigante

Per fortuna la luna è di tutti ed è pure gratis.  Perché nelle notti di luna piena non sono necessari i lampioni  e neanche le torce per illuminare il cammino.

Proprio in quelle notti magari vi sarà capitato di vedere degli  individui aggirarsi con circospezione attorno ai cassonetti della spazzatura e (stupore) affondarvi le mani dentro alla ricerca di qualcosa di ancora utilizzabile.

Accattoni, pezzenti, morti di fame, balordi o barboni… ma i francesi hanno trovato un nome più poetico “Pecheurs de lune” ovvero Pescatori della luna.

Cosa troveranno di così interessante i nostri eroi nei cassonetti?

Oggetti rotti, pezzi di oggetti,  vecchie scarpe, piccoli elettrodomestici, vestiti,  che i più organizzati rivendono al mercato delle pulci.

I più disperati tra loro però cercano e sorprendentemente (ma non troppo) trovano del cibo.

Si perchè c’è tantissimo cibo che finisce nei cassonetti.

Immagine 042

Lo spreco di cibo, dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura domestico,  solo in Italia vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato”.

http://www.repubblica.it/ambiente/2015/10/15/news/cibo_spreco_13_miliardi_l_anno-125152751/

E’ impressionante anche questo dato di un piccolo distretto della Provincia di Varese che in un anno (il 2011)  ha “salvato” otto tonnellate di pane, verdure e altri alimenti a lunga conservazione dalla distruzione e li ha messi a disposizione degli indigenti.

Inutile dire che dietro tutto ciò c’è “Last minute market” la società creata come “spin off” dell’Università di Bologna dl prof. Andrea Segré, credo ormai discretamente famoso nell’ambiente dei “Pescatori della luna”.

Non vi parlerei di questo argomento che sicuramente ha implicazioni sociali ma che coinvolge direttamente i nostri stili di consumo, produzione e distribuzione se non fossi convinto che lo spreco di cibo (ma anche in generale) sia un danno per l’ambiente.

C’è infatti l’energia consumata per produrre merce in surplus che verrà gettata e che comporterà altra energia per smaltirla.

C’è l’inquinamento prodotto dai processi di trasformazione delle materie prime e dai mezzi per spostare le merci da un posto all’altro e c’è l’inquinamento del suolo e delle acque a causa del cattivo smaltimento di questo surplus che diventa “rifiuto”.

Allora i rifiuti della società vengono “salvati” da merce che la società ha rifiutato.

Ho visto con i miei occhi anziani rovistare tra le cassette della verdura abbandonate dopo il mercato di Porta Palazzo  a Torino,  ma anche in altri mercati mentre le ruspe caricavano le cassette di frutta semi-marcia, le gambe di sedano ammaccate, le carote avvizzite, su enormi camion.

Da dove mi arriva questo interesse per le cose destinate al macero?

Una volta ho caricato con la macchina un mobile abbandonato per strada e l’ho portato a casa  dove ripulito e aggiustato fa ancora la sua porca figura.

Forse anche io, a mia insaputa, sono un pescatore della luna.

 

 

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