VESPE DA VASO

 

Piccoli nidi anfore della vespa vasio

il primo indizio è la terra umida

il secondo indizio è una finestra aperta

il terzo indizio, di solito, una libreria

il quarto indizio un vitino stretto stretto… da vespa

il quinto indizio, ma è già una prova, un mucchietto di argilla a volte informe, a volte sagomato come piccole anfore.

Il nome del colpevole non può essere che uno: Schelipron  o  Vespa vasaio.

sceliphron raccoglie fango copia

Ecco: ma chi è l’ospite?

Quasi sempre un intellettuale pigro (ha in casa molti libri ma non li tocca da anni)  e distratto (lascia sempre le finestre aperte),  abita in una casa con giardino o con un orto vicino e non ha neanche la donna delle pulizie.

La nostra vespa vasaio queste cose sembra saperle bene, oltre ad avere una memoria di ferro, certe informazioni si trasmettono geneticamente di madre in figlia, infatti frequentemente l’anno successivo le vespe della nuova generazione ritornano nei luoghi dove era stato costruito il nido.

Nido su libro

E il nido di solito è costruito in posti insospettabili (almeno per noi umani) ovvero mensole di librerie, dorsi di libri, interno di scaffaletti oppure cornicioni dove e difficile arrivare.

Le Sceliphron sono vespe solitarie e pacifiche, anche se disturbate raramente pungono l’uomo, anche quando, magari involontariamente, come  è capitato anche a me l’anno scorso, distrugge il loro nido.

Nido spaccato
Sezione del nido di vespa Sceliphron

Anche  il nido nasconde delle sorprese: oltre alla larva di colore rosso, nel nido troviamo numerosi ragnetti vivi,  paralizzati ma vivi.

ragnetti cibo per le larveSi perchè dopo aver deposto le uova mamma Sceliphron pensa anche a cosa mangerà la piccola larva quando uscirà dall’uovo e allora cattura e paralizza con una puntura questi ragnetti e li mette nel nido prima di cementare l’uscita con dell’altro fango.

Ecco lei non è per la pena di morte ma è a favore della tortura. Pensate infatti alla fine atroce di questi ragni che vedono arrivare la morte senza potersi muovere…. che brutta fine.

Va beh, l’ho già detto altre volte, non c’è cattiveria nel comportamento degli animali ma solo istinto di sopravvivenza.

Le Sceliphron hanno un’altra caratteristica importante e cioè la vita più sottile di tutte le altre vespe, un filamento (in termine tecnico: peziolo) che collega il torace con l’addome.

E proprio questo filamento ci aiuta a riconoscere la Sceliphron spirifex  dalla Sceliphron caementarium, di origine nord americana e caribica ma ormai naturalizzata.

Nella prima il vitino (peziolo) è di colore giallo, nella seconda nero.

E se ha le zampe rosse?

Allora è una Sceliphron curvatum,  di origine asiatica, riconoscibile anche per le righe gialle sull’addome.

Le zampe, si quelle, sono troppo lunghe, non sa mai dove metterle quando è in volo, così le lascia penzoloni, perpendicolari al terreno, in modo un po’ goffo.

Certo non è questa la prima cosa che guardiamo mentre cerchiamo di cacciarla in tutti i modi fuori dalla nostra stanza.

Sceliphron 2
Sceliphron caementarium

 

 

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