IL NEMICO

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Il marchese di Leganes, Governatore spagnolo della Lombardia, guardò attentamente il campo di battaglia  poi girò la testa verso la sua armata e urlò:

“IL NEMICOOOO !!!”

Già da qualche tempo c’era odore di attacco da parte delle truppe francesi  guidate dal duca di Crequi  e quelle dei savoiardi (non nel senso dei biscotti) che il duca di Savoia aveva ingaggiato per la conquista del basso novarese.

Battaglia di Tornavento:  22 giugno 1636,   poco più che una scaramuccia all’interno della “Guerra dei 30 anni” che incendiò l’Europa.

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Quella battaglia, che vide impegnati 8500 soldati francesi e 2.500 sabaudi contro 9000 fanti spagnoli, finì in parità (dicono le cronache del tempo) anche se pareggio è una parola inappropriata viste le ingenti perdite di vite umane sia da una parte sia dall’altra, viste le devastazioni, i soprusi, le ruberie ai danni delle popolazioni che precedettero e seguirono la battaglia.

Allora, il comandante del contingente spagnolo si gira verso i suoi e lancia il suo grido d’allarme:   “Il nemico !!”

Dietro di lui, vestiti di tutto punto, armature e costumi d’epoca, sotto un sole cocente che li fa grondare di sudore, gli altri lo guardano perplessi:

“Questa battuta non era scritta sul copione”. rispondono.

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Siamo sul set di una rievocazione storica, quella che da una ventina di anni i “Cavalieri del fiume azzurro” organizzano in una “location” suggestiva che gli storici pare abbiano individuato con buona approssimazione  come reale luogo dello scontro e cioè il campone  che sta davanti alla Ex Dogana  ora Centro Parco del Ticino di Tornavento.

Un luogo posto sul terrazzo della Valle del Ticino a pochi passi dall’incile del Naviglio Grande,  sulla storica Via Gaggio, all’incrocio tra due strade che un tempo conducevano al “porto” sul fiume Ticino, oggi Ponte di Oleggio.

A questo punto voi giustamente vorrete sapere chi è questo nemico.

Ecco, non si tratta di un nemico in carne e ossa e, anche se fa sempre strano dirlo, il nemico in questione è una pianta.

Lei si chiama “Ambrosia artemisifolia”  e ha colonizzato tutto il “teatro della battaglia” che da prato è ormai diventato  campo di ambrosia.

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Non che ci sia da stupirsi; l’Ambrosia, che come dice il cognome, appartiene alla famiglia delle Artemisie, è una pianta di origine nord americana che, arrivata da noi una trentina di anni fa si è rivelata subito altamente infestante colonizzando rapidamente terreni smossi, margini stradali, campi coltivati dove grazie al suo ciclo vegetativo prospera allegramente dopo la mietitura dei cereali.

Diffusione dell'Ambrosia in Europa: in rosso scuro le zone a più alta concentrazione
Diffusione dell’Ambrosia in Europa: in rosso scuro le zone a più alta concentrazione

Perchè nemico?

Beh tutte le piante infestanti tolgono spazio ad altre e quindi sono una minaccia per la biodiversità ma l’Ambrosia, grazie all’abbondante produzione di polline può causare gravi allergie di natura respiratoria  che possono arrivare fino ad attacchi d’asma in soggetti predisposti e ha creato una vera e propria emergenza sanitaria visto il numero delle persone che ne soffrono.

Il periodo più critico è quello che va da fine luglio a metà settembre quando la pianta è in piena fioritura e il polline trasportato dal vento fino a parecchi chilometri dalla pianta, può raggiungere concentrazioni nell’aria molto alte.

Il rimedio più utilizzato fino ad ora è stato lo sfalcio per impedire la fioritura ma la pianta che si sviluppa più facilmente in terreni smossi olavorati” (campi o cigli stradali, incolti, cantieri edili) si è ormai infiltrata anche in ambienti non antropizzati.

La lotta per il contenimento è resa più difficile dal fatto che i suoi semi non marciscono e possono restare nel terreno anche per trenta anni prima di germogliare.

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Il marchese di Leganes, comandante in capo delle forze armate spagnole di Lombardia a chi deve rivolgersi allora per sconfiggere questo nemico?

All’Asl, al Parco del Ticino, alla Regione, al prefetto, all’Arpa, all’Ersaf ?(ho dimenticato qualcuno?)

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Certo è sempre brutto considerare una pianta un nemico (e poi per lei il nemico siamo noi, che la vogliamo distruggere ad ogni costo).

Riusciremo a raggiungere un equilibrio in modo che questa pianta non ci faccia più male?

Oltre allo sfalcio prima che la pianta fiorisca e quindi produca polline, in questi anni si è provato con piante antagoniste (trifoglio) o con un coleottero di origine australiana (Ophraella communa)

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Intanto sul campo della battaglia davanti alla Ex Dogana è passato un gregge di pecore ma anche loro devono aver riconosciuto l’Ambrosia come pianta aliena,  infatti  hanno mangiato le altre erbe ma a lei l’hanno schifata.

Per chi vuole approfondire:

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