GUEPIER O GUEPIERE ?

Merops apiaster
Merops apiaster

Qui la confusione con l’indumento femminile è facile, soprattutto se risaliamo all’etimologia della parola.

La   guêpe in francese è la vespa e la guêpière è un indumento femminile che stringe la vita e la fa più sottile (non proprio come l’insetto ma… insomma)

Lui però di questa assonanza ha una concezione meno modaiola e se vogliamo un tantino rapace, infatti guêpier vale per “predatore di vespe”.

Vespe e api sono infatti il suo cibo preferito anche se non disdegna  di cibarsi di libellule e farfalle (il medico gli ha consigliato di seguire una dieta più variata).

http://www.wildlifeinfrance.com/bee-eater-merops-apiaster-gu-pier-d-europe-in-france.html

merops_apiaster_42

Gli inglesi, come al solito più pragmatici, lo chiamano Bee-eater (mangiatore di api), noi italiani invece siamo più incerti.

Pare, ma non è sicuro che l’appellativo di Gruccione che diamo al Merops apiaster sia dovuto alla forma delle due lunghe penne della coda che assomiglierebbero a una gruccia, una di quelle di legno che si usavano una volta quando a qualcuno mancava una gamba e non quelle iper-tecnologiche di adesso che puoi farci anche le Olimpiadi.

E’ un uccello coloratissimo (basta guardare le foto) che ama il caldo e ha abitudini particolari  (a parte quella di mangiare api e per questo poco ben visto dagli apicoltori).

Infatti scava il nido facendo lunghi cunicoli nelle pareti sabbiose (vanno benissimo quelle naturali del fiume Ticino, quelle senza prismi per intenderci, o quelle “artificiali” delle cave) similmente ad un altro uccello coloratissimo il Martin pescatore.

I gruccioni nidificano in colonia. Ogni coppia scava una galleria di 1-3 metri. La femmina depone in fondo alla galleria 4-7 uova, covate da entrambi i genitori per circa 20 giorni. La coppia quindi nutre e si prende cura dei piccoli.

Gruccione 2

E’ un uccello la cui popolazione in Italia è in aumento, distribuito su tre grandi aree, la Pianura padana, le colline e le coste tirreniche di Toscana e Lazio e in Sardegna.

Lo possiamo incontrare in estate fino alla fine di agosto quando fa le valigie e parte verso l’Africa sub-sahariana: dal Senegal alla Nigeria (partenza intelligente, prima che le rondini intasino le rotte migratorie).

Altro tratto distintivo è il suo canto come si capisce bene da questo video:

Che dire ancora?

Che l’avvistamento di questo uccello a latitudini sempre più a nord è un indicatore dei cambiamenti climatici.

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Ah, le foto non sono mie. Un fotografo mi aveva promesso di portarmi nei luoghi dove il Gruccione nidifica qui in zona ma anche quest’anno non ci siamo riusciti.

 

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