QUARTO PAESAGGIO

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E potrebbe essere addirittura il quinto o il sesto.

No non si tratta di un ordine cronologico, dell’ordine di arrivo di una gara.

In realtà è l’iperbole di un concetto di Gilles Clement, teorico del “terzo paesaggio“.

Nel terzo paesaggio ( o quarto, fate voi) allora è facile incontrare l’Abrotamo (Artemisia abrotamum) una artemisia dal profumo di limone.

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Artemisia abrotamum

Incolti, spazi residuali, margini stradali, fabbriche abbandonate invase da vegetazione “spontanea”  diventano, da un punto di vista botanico un “rifugio” per piante scacciate dagli erbicidi, strappate dai nostri giardini lisci e pettinati.

Questo è il regno delle artemisie (tranne  forse il nobile Assenzio).

Ma ecco, c’è anche una Forbicina (Bidens tripartita) un’altra asteracea che definirla “scrausa” è poco.

Forbicina
Forbicina

E fin qui ci siamo; ma in questi spazi non classificati, in questi “frammenti indecisi” incontriamo anche  piante che qui trovano una nuova opportunità pur non essendo nel loro habitat preferito.

E’ il caso di questa Mazzasorda (Typha latifoglia) di questo Salice (Salix alba) e perfino di questa Uva di Spagna (Phitolacca decandra)

Ma… dove mi trovo?

Sono sul ponte in ferro sul Fiume Ticino  dove passa la strada che collega Lonate Pozzolo a Oleggio, un vecchio ponte in ferro del 1889, l’unico che ha resistito ai bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale.

Si perchè quello che Gilles Clement ha chiamato “terzo paesaggio”  ha forma, aspetto, posizione, grandezza differenti, a volte insospettabili… come questo.

La ruggine ormai invade le travi in ferro del  ponte così come invade le passerelle pedonali presenti su entrami i sensi di marcia.

E proprio qui, girando per sbaglio lo sguardo dal fiume verso le travi di ferro arrugginite, faccio una scoperta.  (volete qualche aggettivo? Si sono sempre i soliti… sensazionale, incredibile, piacevole, emozionante…)

La scoperta è che nell’intercapedine tra la carreggiata in asfalto e la passerella pedonale in ferro è nata anche un’altra pianta tipicamente acquatica: la Mestolaccia  (Alisma plantago-acquatica) ; le strutture del ponte hanno raccolto acqua e terra, pollini e semi, trasformando questa intercapedine in piccoli stagni o fioriere.

Sssst… però;  silenzio!!  Che a qualche stradino non venga in mente di passare a pulire, che  qualche amministrazione pubblica non cerchi di appaltare la manutenzione del ponte…

o forse no, forse è una preoccupazione inutile, perchè le piante che vivono in territori marginali sanno già come fare per garantire la continuazione della specie.

 

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4 pensieri su “QUARTO PAESAGGIO”

  1. Ciao, bell’articolo. Anche io ci passo e le vedo, sono molto belle. Però se non fanno manutenzione a sto ponte prima o poi o crolla o dovranno chiuderlo.

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