GIROTONDO

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C’è acqua adesso nel foro circolare, incavo, buco scavato nella pietra.

Pietra da mortaio, usata per ricavare la farina dal grano, dal miglio, orzo, farro, con un pestello, pietra di granito come quella delle macine dei mulini che arrivava da Como.

Pietra da farina a mano, prima che inventassero i mulini.

Pietra grigia e adesso un po’ verde di muschio rinverdito dalla pioggia.

Sull’acqua, come in un laghetto sul fondo di una cava galleggiano foglie autunnali come barchette, forse qualche girino (no, non è stagione)

E più sotto, quasi fossero dentro le sagome come ombre cinesi di alberi, le naturalizzate robinie e le autoctone farnie.

Ah ma allora siamo in un bosco !

E quel cerchio d’argento è per le piante come uno specchietto da cipria estratto dalla borsetta di una signora.

Però forse assomiglia anche a un mappamondo, a una giostra.

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Pietra, granito, mortaio, grano, farina e acqua , ovvero pasta, querce e quindi ghiande e quindi ghiandaie, scoiattoli, cinghiali;

cortecce, bacelli neri di robinia, fiori bianchi e frittelle, api e miele di acacia, barchette di carta, deriva dei continenti.

La signora che è passata con la borsetta e il cagnolino al guinzaglio dice che lo specchietto da cipria non è suo: di chi sarà allora?

Ah che bel girotondo !

 

PS: Cronache da un normale pomeriggio di pioggia nel bosco di Via Gaggio

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