DA MELQUIADES A HARRY POTTER

Ticino in inverno 3

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Tutti gli anni verso il mese di marzo una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio; con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni.

melquiadesUno zingaro corpulento, con la barba arruffata e le mani di passero che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l’ottava meraviglia dei savi alchimisti di Macedonia.

Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare, i treppiedi, cadevano dal loro posto e i legni scricchiolavano per la disperazioni dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi, e perfino gli oggetti perduti da molto tempo ricomparivano dove per erano stati lungamente cercati, e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro i ferri magici di Melquìades.

Le cose hanno vita propria – proclamava lo zingaro con aspro accento – si tratta soltanto di risvegliargli l’anima”

(Dall’incipit di CENT’ANNI DI SOLITUDINE” – Gabriel Garcia Marquez  – 1967)


Siamo qui, sul greto del fiume, anzi dentro, in mezzo, quasi a distanza uguale tra la sponda destra e quella sinistra.

Dopo la piena di novembre che ha causato in altre parti d’Italia alluvioni e frane, il fiume dai sassi bianchi grandi come uova preistoriche e dalle acque azzurre  (indizio fondamentale per riconoscere il Ticino) ha diminuito notevolmente la sua portata lasciando scoperti ampi ghiaioni fatti di pietre rotolanti e levigate che la corrente ha disposto tutte nella stessa direzione.

ticino-allineamento-sassi

Ma a guardarle bene (le pietre) non sono tutte bianche. Ecco graniti rosa,  serpentini verdi, selci, micascisti…..  e anche qualche frammento d’oro ( ma mica siamo qui a guardare le pagliuzze noi! … Anche perchè più probabilmente di tratta di quarzite).

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Arcadio Buendia patriarca della famiglia aveva grande ammirazione per Melquiades tanto da farsi convincere ad acquistare la “pietra filosofale”.

La pietra filosofale secondo gli alchimisti era un amuleto capace di tramutare i metalli in oro, o di produrre l’elisir di lunga vita. Rappresentava inoltre la via alla saggezza e alla conoscenza assoluta. Sull’origine di queste credenze vi sono molte teorie.
Quella forse più antica risale alla mitologia greco-latina: il dio Saturno (Chronos, per i greci) aveva l’abitudine di divorare i figli, ma una sua amante, Rea, sostituì il proprio figlioletto Zeus con una pietra, che Saturno ingoiò d’un sol boccone. Quando s’accorse dell’inganno vomitò quel grosso sasso sulla Terra. Nel tempo in cui la pietra era rimasta nel corpo del dio aveva però acquistato la particolare proprietà di tramutare i metalli in oro.
Alla ricerca della pietra filosofale, o di un sistema per ricreare le sue proprietà, si sono dedicati centinaia di alchimisti, da quattromila anni a questa parte. Non mancano nomi illustri, quali Aristotele, Pitagora, Paracelso e Flamel.

(da Focus.it 28 GIUGNO 2002)
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pepita-copia
Foto Zattin

Ecco la pietra filosofale è proprio quella che ci vorrebbe adesso, perchè tutti questi sassi possano diventare qualcosa di prezioso.

I sassi bianchi già lo sono, per secoli sono stati estratti e macinati per farne piatti e ceramiche.

Ci sono però anche sassi giallastri, ocra, ruggine, tutti indizi che rivelano al loro interno la presenza di ferro.

Eccone laggiù uno enorme, la più grossa “pepita” che mi è mai capitata di vedere su questo fiume: è un enorme “sasso marcio” ormai “cotto” da sole e corroso dall’acqua che l’ha trasformato in un blocco friabile di ossido di ferro.

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…. Ah se ci fosse qui Harry Potter !!

Ps:

i sassi nel  fiume sono preziosi già così come sono: filtrano l’acqua, per esempio; nascondono pesci e piccoli invertebrati,  ospitano muschi e licheni, fanno da balia alle uova di alcune specie di uccelli che nidificano con le loro uova mimetiche sul greto del fiume.

Peccato che con loro non si possa parlare,  oppure si, come diceva la mia amica Wislawa

 

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