IL CORAGGIO DEL PETTIROSSO

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Quello del pettirosso è un coraggio umile e testardo come il coraggio di chi dall’incendio della Storia si leva leggero col suo sogno di libertà intatto” (Maurizio Maggiani – Il coraggio del pettirosso  – 1995).

Beh, qui non si tratta del libro di Maurizio Maggiani ma del clima particolarmente rigido di questi giorni: se si avvicina così tanto agli umani più che di coraggio possiamo parlare di fame.

Il pettirosso  (Erithacus rubecula) è un uccello della famiglia dei passeriformi  che misura 13-15 cm dal piumaggio bruno-oliva e con la caratteristica macchia rossa sul petto.

Ama vivere nei boschi  ma quando arriva il freddo si avvicina alle case in cerca di cibo. (Sta per arrivare la neve, dicono i vecchi quando lo vedono così vicino alle abitazioni).

Pettirosso - Foto Zattin
Pettirosso – Foto Zattin

Vicino alle case può trovare più cibo, solo non è facile per un insettivoro come lui; la sua dieta è fatta di insetti e le loro larve, piccoli semi di cereali come il miglio ma anche bacche come ad esempio quelle arancio vivo del “Cappello del prete“.

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Pettirosso su “Cappello del prete”

Se l’inverno è molto rigido parecchi pettirossi possono morire di freddo  e si calcola che il 90% non superi l’anno di vita.

E’ un uccello solitario che non ama la compagnia, infatti scaccia con decisione gli altri pettirossi dal suo territorio e, specialmente durante la stagione degli accoppiamenti, diventa molto aggressivo e ingaggia aspri combattimenti con i suoi rivali per la conquista delle femmine.

Ecco, diciamo che ha un bel caratterino, eppure il petto rosso, il suo inconfondibile canto, ne hanno fatto un uccello molto amato e su di lui sono fiorite molte leggende.

Il pettirosso nelle leggende legate alla  tradizione cristiana compare nella vita di Gesù al momento della nascita, dove si brucia il petto avvicinandosi troppo al  fuoco  che si stava spegnendo nella grotta di Betlemme per alimentarlo.  Ma compare anche al momento della morte quando tenta di togliere le spine che come una corona cingono la testa di Gesù sulla croce, macchiandosi il petto del sangue di Cristo.

Due gesti di puro coraggio e generosità, quello stesso coraggio (umile e testardo) che Maggiani  e molti altri scrittori, pittori, musicisti di differente provenienza e cultura gli riconoscono e che lo hanno elevato a simbolo di indipendenza e di libertà.

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leggi anche:

http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/819-il-pettirosso-nella-cultura-popolare

 

 

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