ONTANO IL NAPOLETANO

Ontano napoletano

Qualcuno narra, ma forse è un apocrifo, che Garibaldi quella volta dopo essere stato ferito ad una gamba e aver chiamato per nome tutti i 999 garibaldini compreso Nino Bixio, giunto a Teano guardò lontano per vedere se scorgeva un omino buffo con i baffi in sella a un cavallo (un piemontese) e invece scorse un napoletano.

Normale no?  La zona è quella;  che cosa c’è di strano. Si va beh Teano è in provincia di Caserta, ma stiamo a spaccare il capello?  Sempre in zona borbonica siamo e poi i napoletani erano e sono dappertutto.

Lui però non tanto; l’ontano, voglio dire, infatti l’ontano napoletano è una pianta endemica del sud Italia, perciò Garibaldi, eroe dei due mondi ancora non l’aveva incontrato.


Giro a destra dopo la Dogana sulla stradina che corre sul ciglio della valle e conduce alla chiesetta della Maggia ed ecco che giunto sulla esse del belvedere della Bocca di Pavia anche io faccio un po’ come Garibaldi (No, l’omino buffo in sella ad un cavallo non c’entra, anche se da qui il Piemonte è più vicino, basta attraversare il fiume)

No, lo stesso stupore di Garibaldi, ammesso che Garibaldi si sia stupito, è quello che mi coglie girandomi, scorgendo le sue foglie ovali e lucide, tronco gessato-grigio invaso dall’edera.

L’ontano napoletano (Alnus cordata) è una pianta monoica con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, similmente ai suoi parenti (ontano nero e verde) presenta lunghi amenti maschili e corti fiori femminili che si trasformeranno in una pignetta verde e nera a maturazione che aprendosi lascerà uscire i semi.

Diversamente dall’ontano nero (Alnus glutinosa), tipico del Nord Italia, può sopportare anche periodi di siccità abbastanza lunghi anche se necessita di una quantità di precipitazioni annue di almeno 1000 mm.

Cresce fino a quote collinari (1300 m. slm) associandosi spesso alle querce e ai faggi, ai castagni.

Al nord viene spesso utilizzato come pianta ornamentale ma la sua dote nascosta è quella di arricchire il terreno grazie alla presenza nelle sue radici di batteri che fissano l’azoto nel terreno.

E’ anche una pianta scarsamente infiammabile, cosa da tenere presente nelle riforestazioni dopo gli incendi (come quelli di questi giorni purtroppo).

Dal punto di vista simbolico (ma è solo una mia opinione,  non scandalizzatevi) l’ontano napoletano è una pianta tricolore, un artefice dell’unità d’Italia.

 

Ecco, mi ricordo che ne ho visto un’altro nei pressi di una vecchia stazione ferroviaria abbandonata.

….  Garibaldini tutti in carrozza?  Si parte!!

Destinazione?

Porta Pia.

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