SILVESTRO E IL LECCA LECCA

Forse non l’avrei mai notato se a inizio primavera anche io non fossi stato alle prese con potature di ritorno, guyot, mazzetti di maggio, gemme da fiore e da legno.

Silvestro ovvero Pinus sylvestris ha incontrato un barbiere particolarmente energico, uno che forse ha conosciuto Salvador Dalì.

Cosa c’entra adesso questo maestro della pittura surrealista?

E’ un giro un po’ lungo ma ci possiamo arrivare.

Innanzitutto partiamo da un’altro tipo di arte ovvero l’arte topiaria  (traquilli, i topi non c’entrano) ovvero quella particolare tecnica di potare le piante per modellarle secondo forme particolari che possono anche ricordare animali, figure umane o forme geometriche.

Tutti tagli innaturali comunque, chè la pianta lasciata libera prenderebbe ben altra forma.

L’origine della parola “topiaria” è greca e deriva da “topia” che significa cordicella, fune utilizzata per legare le piante, o da “topos” ovvero paesaggio.
La parola “topia” viene poi usata nella sua forma latina “topiarius” ad indicare il pittore che dipingeva paessagi, e successivamente il giardiniere che si occupava della potatura e del mantenimeto dei grandi giardini ornamentali.
Nel medioevo l’arte topiaria si manifesta con le piante sempreverdi formate a piramide, a cono, cilindro, siepe, ecc… Nel giardino di qualche villa storica si trova il labirinto, uno dei più noti esempi di arte e rompicapo ornamentale. (da http://www.romitiegiusti.it)

Però questo barbiere/giardiniere/potatore conosce anche i lecca lecca infatti ha potato il nostro amico Silvestro come un Chupa Chups ovvero una caramella col bastoncino.

Fondata a Barcellona nel 1958 da Enric Bernat, l’azienda dolciaria si inventa questo prodotto per impedire ai bambini di farsi le mani appiccicose scartando le caramelle e lo lancia con il motto “E’ rotondo e dura molto”.  Tra l’altro  “chupar” in spagnolo significa “succhiare”.   Una caramella da succhiare a lungo senza sporcarsi le mani.

Però ci voleva anche un logo. E qui entra in scena Salvador Dalì che evidentemente conosceva Enric Bernat.

Narrano le cronache che  il nostro artista  seduto in un bar all’ aperto, un giorno del 1969 scarabocchiò furiosamente sulle pagine di un giornale e, nel giro di un’ora, era nato il famoso logo margherita.

Ecco.

Speriamo che al nostro giardiniere non venga in mente di potare qualche altra pianta a forma di orologi molli.

 

1 commento su “SILVESTRO E IL LECCA LECCA”

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