GIGLIO DI SAN BERNARDO

Giglio di S. Bernardo

IL piccolo o il grande San Bernardo (nel senso di montagna)?

Chiaravalle o Tiron ?  Il Santo o il quadrupede eroe del soccorso alpino?

Ecco qui  un altro giglio dedicato al nome di un Santo e però i Santi che si chiamano Bernardo sono talmente tanti che ancora non ho capito qual è quello giusto (se qualcuno lo sa lo dica per favore!)

Ma forse questa, in fondo, è una questione secondaria.

Anthericum liliago

Di primaria importanza, anzi bellezza è questo fiore: Giglio di S. Bernardo ovvero Anthericum liliago,  prima giglio  (no, amaryllis no) poi anthericum (dal greco anthérix:  spiga, fuscello)

E in effetti quello che colpisce a prima vista di questo giglio spontaneo sono i fiori bianchi, diafani, su un gambo esile, un fuscello appunto.

I fiori disposti a spiga iniziano a schiudersi dal basso per cui avremo i fiori in punta che fioriranno per ultimi mentre quelli più in basso saranno già sfioriti.

E’ un giglio più diffuso di quello che si pensa, basta frequentare i posti giusti, in pianura o in montagna (fino ai 1.800 metri) in luoghi soleggiati e con terreni silicei.

Questa bulbosa, prevalentemente mediterranea, può spingersi anche più a nord come testimoniano gli altri suoi nomi: Liliagine. St. Bernard’s Lily, Astlose Graslilie

In Italia lo chiamano con un altro (per me) brutto nome ovvero Lilioasfodelo maggiore per non confonderlo con la specie vicina dell’Anthericum ramosum (Lilioasfodelo minore).

Qualcuno lo vuole anche affine agli asparagi, infatti lo colloca nella famiglia delle Asparagaceae.

Lui non è buono da mangiare, non ha usi medicinali, però ci offre questa bellezza fragile e folgorante da aprile a maggio in pianura, da maggio a giugno in quota, in maniera discreta, senza curarsi di tutti gli altri Santi(o gigli) che si pavoneggiano nei nostri giardini.

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