BOMBICE DELLA QUERCIA E ALTRE FALENE

Coppia di Lasiocampa quercus. (A sinistra il maschio, a destra la femmina). © Foto di Franz Preliczv

Come si fa a sapere qual è la settimana giusta?

Giusta per cosa?

Per vedere alcune farfalle dal vivo,  visto che hanno una vita estremamente breve.

Una di queste è  il bombice della quercia  (Lasiocampa quercus).

IL bello è che quando lo vedi  (un maschio in questo caso) subito non capisci, o non lo conosci,  devi andare a vedere sui manuali e solo dopo esclami:  ecco chi era !!

Lasiocampa quercus – Male

La settimana giusta ( o fortunata) per osservare dal vivo questa falena, mi è capitata ….  al Campo dei Fiori.

La sua vita come quella di altre falene è talmente breve che non ha neanche la bocca per nutrirsi;  assolto il compito biologico di riprodursi queste farfalle muoiono.

Come in altre specie, la femmina è più pallida e di dimensioni maggiori, ha abitudini prettamente notturne  (… è una falena…) il maschio invece bighellona in giro tutto il giorno  in attesa che calino le tenebre… e incominci la festa dell’accoppiamento.

maggiori dettagli su Farfalle del mondo .it

Quella delle Lasiocampidi è una bella famiglia con altre falene che, diciamo così, si fanno notare per i loro colori vivaci o per il loro nome comune come ad esempio la falena volpe (Macrothylacia rubi ) credo più per il colore che per le qualità o difetti attribuiti al fulvo mammifero da Esopo.

Macrothylacia rubi – falena volpe

Notevole è anche la falena foglia di quercia (Gastropacha quercifolia)   fulgido esempio di mimetismo criptico, infatti la sua forma  e il colore la fanno assomigliare in modo impressionante a una foglia di quercia (chissà quante foglie di quercia ho visto in giro e invece era una falena!)

Gastropacha quercifolia – Bombice a foglia di quercia

Ancor più particolare è la Trabala Vishnou, una parente del sud-est asiatico che depone le uova facendole sembrare un bruco.

Trabala vishnou – femmina che depone le uova

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Che dire?

Benvenuti nel mondo delle falene se anche voi amate vivere la notte…

e siete attratti irresistibilmente dalla luce dei lampioni.

 

 

 

 

 

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FIENO VESTITO A FESTA

Covone a Giverny – Claude Monet

Del fieno la maggior parte di noi ricorda il profumo e la ruvida morbidezza (scusate l’ossimoro) di quando ci saltavi sopra dopo che il contadino ne aveva fatto grandi mucchi in mezzo al prato (che tristezza invece adesso le rotoballe).

Il fieno è sempre stato considerato innanzitutto una cosa utile a provocare raffreddori ma anche a curare forme asmatiche oltre che a ingrassare le mucche e i conigli.

Molte delle erbe che poi diventano fieno fanno parte della famiglia delle graminacee, erbe dai fiori minuti, poco appariscenti anche se, per chi è allergico, terribili.  Le graminacee non sono quindi in prima battuta delle piante ornamentali.

Anche io non ci pensavo fino a quando un giorno mi imbatto in una strana erba con le foglie gialle, rosse e verdi (una paglia e fieno, si direbbe), una graminacea, sicuramente, ma molto aggraziata.

Ma sì è vero esistono tantissime graminacee ornamentali, anche se noi non le associamo alle erbe del prato eppure sono parenti (anche se talvolta non tanto strette).

Ecco per esempio la Imperata Cylindrica “Red baron” o la Miscanthus sinensis “purple fall”, abbastanza simili alla mia” erba colorata”

ma poi si cambia con la Bouteloua Gracilis dalle spighe orizzontali e tutte le molinie  caerulea(la molinia è una nostra vecchia conoscenza) nelle sue varianti Heidebraut o Moorhexe o anche Skyracer (che corre nel cielo), piante coltivate anche dai vivaisti.

Ancora più spettacolari sono la Muhlembergia capillaris e la Nassella tenuissima.

Muhlenbergia capillaris

Nassella tenuissima

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Le graminacee stanno avendo molto successo nella progettazione di giardini perchè sono facili da coltivare infatti  non sono molto esigenti quanto a terreno e quantità di acqua necessaria; alcune mantengono un effetto scenografico anche d’inverno con la brina.

Probabilmente ai più  questi nomi non dicono nulla ma se io dico “Erba delle pampas” sono sicuro che subito vi verranno alla mente i suoi floridi e morbidi pennacchi bianchi (e a volte anche colorati)

Cortaderia selloana – ERba dell pampas

E’ una graminacea di nome Cortaderia selloana famosa in tutto il mondo e spesso considerata infestante come in California.

In Inghilterra poi è legata ad una storia particolare, infatti veniva piantata in origine nei giardini degli “scambisti” e questo era un segnale in codice (ma neanche tanto, visto che era noto a tutti che chi metteva quella pianta era aperto agli scambi di coppia).  Attenzione quindi a non piantarla per sbaglio.

Beh no qui siamo in Italia.

Al massimo la associamo ai piumini per togliere la polvere dai mobili.

 

FARFALLE DA MURO

Natura morta o natura viva?   Chiedete a Morandi  (no, non Gianni)

Tromp l’oeil?

No signori!  Qui non c’è trucco e non c’è inganno.

La natura sarà anche matrigna ma è viva e vegeta come questa farfalla posata su un murales  di Padova.

Sono vivi i murales? Respirano? … Vivi semmai sono i colori ma in questa composizione casuale ed effimera sono la parte morta. La parte viva, la farfalla, è della specie Vanessa Atalanta o Vulcano.

Non è la prima farfalla che vedo appoggiata a un muro. Certo non è lì a scopo ornamentale come noi vorremmo.

E’ lì per scaldarsi le ali, prima di spiccare il volo, prima di librarsi nell’aria e posarsi su un fiore, prima di cercare cibo su un frutto, una foglia… uno sterco animale.

Le farfalle sui muri, quelle dipinte, sono un classico e non me ne vogliano i decoratori di interni se non prenderò in considerazione “quelle” farfalle.

Preferisco quelle fuori, all’aperto, su muri che dopo si scrostano, rovinano le loro ali, come la pioggia e il vento fanno con le farfalle vere.

Muro di cinta Facoltà di Entomologia – Roma

Preferisco vederle morire e rinascere ogni volta da un bruco, essere simboli di libertà; del resto perchè l’ergastolano interpretato da Steve Mcqueen si chiamava “Papillon” ?

Forse è anche per questo che le farfalle dipinte sui muri sono un soggetto così comune e nel quale si sono cimentati tanti artisti più o meno famosi come a Bordano, Il paese delle farfalle

 

Altri murales come questi su: https://interneppo.wordpress.com/territorio/i-murales

Ma c’è anche un artista turco che di nome fa Hasan Kale che rovescia il concetto.  Invece di inserire le farfalle nei paesaggi,  disegna i paesaggi sulle ali delle farfalle.

miniatura di Hasan Kale

Orrore, sacrilegio… farfallicidio ?  Non lo so.

Sono forse meglio le farfalle conservate nelle teche dei musei? o quelle dipinte da Mantra nella loro teca (una provocazione certo) sul muro di un palazzo?

SENSI IN CAMPO

Sensi entra  in campo al minuto 52  con la maglia numero 12.

Il campo è già abbondantemente calpestato da contadini, agronomi, appassionati di giardinaggio, mamme e bambini.

Dove metteremo Sensi con il numero 12?  sulla fascia destra o sinistra?  in attacco o in difesa?

No lui, anzi loro, spazieranno per tutto il campo, saranno dappertutto.

Ma un attimo, i sensi non erano cinque (a parte il  sesto che  invece stava in panchina pronto ad entrare in qualsiasi momento)?

Eh no, stavolta i sensi sono 12: vista, udito, olfatto, tatto, gusto…    ma mani nella terra e naso nel vento avete mai provato a coltivare il senso dell’io, o il senso del calore o (imprescindibile) il senso della vita?

SENSINCAMPO  è una partita che si gioca a Cascina Nosedo    periferia sud di Milano, no forse ancora metropoli,  per ricucire l’antica via che dalla basilica di Sant’Eustorgio porta all’Abbazia di Chiaravalle.

Coltivare la terra per coltivare sè stessi è il motto del primo orto steineriano  in Italia ed è tra i vincitori del bando “OpenAgri” del Comune Milano

In un terreno di due ettari e mezzo oltre alle aiuole con le erbe, scelte con cura in base ai dodici sensi, ci saranno una struttura geodetica,  pannelli solari, mulini eolici, una cintura di alberi e anche un micro digestore, per trasformare gli scarti in risorsa.

Inutile dire che si potranno fare molte e diversificate attività didattiche.

Il progetto mi sarebbe apparso molto lontano se a proporlo e a cercare i fondi per realizzarlo non fossero due mie (quasi) carissime amiche.

Il progetto è così  bello che ha bisogno anche del vostro aiuto, infatti è attiva una campagna di crowdfunding alla quale potete partecipare cliccando questo link:  https://www.produzionidalbasso.com/projects/17346/support

O se preferite, prima scaricate e guardate la presentazione del progetto completo:        SensInCampoPpt