IL RESPIRO DELL’UNIVERSO

No, non spaventatevi, non voglio fare concorrenza ai filosofi  e agli scienziati. E neanche ai massmediologi (brutto neologismo ma è tanto per capirci).

Certo i mass-media amplificano eventi di per sè naturali come possono essere le eclissi di sole  e di luna, fenomeni un tempo “magici”  se non portatori di sventura.

La sventura è passata, pochi ci credono ancora ma che ne è della magia?

Ricordo una notte anni fa. Eravamo centinaia seduti o straiati sull’erba nella notte di S. Lorenzo nel buio della punta di mezzo al Campo dei Fiori di Varese.

E ad ogni stella che cadeva c’era un brusio, un rincorrersi di esclamazioni di stupore, a volte anche un boato (quasi un tifo da stadio) con enorme disappunto di chi in quel momento stava fissando un altro spicchio di cielo.

E vai a spiegarlo che sono “solo” sassi che si incendiano a contatto con l’atmosfera,  piccoli pezzi perduti della coda di una cometa.  Quelle scie di fuoco che attraversano il buio della notte e che durano meno di un secondo hanno ancora per noi un significato magico  (per i desideri non so, non ho mai verificato).

Allora quando pochi giorni fa la luna si è fatta rossa (non per timidezza o per la tinta dal parrucchiere) moltissima gente è andata al Campo dei Fiori a godersi lo spettacolo.

Si lo sappiamo, ancora una volta, è un fenomeno naturale; la terra  passa tra il sole e la luna e con il suo cono d’ombra la nasconde ai raggi del sole.

Ma a essere lì di notte, con la luna rossa che ti osserva e le luci della pianura come tanti lumini, nonostante tutte quelle persone vocianti, sembrava di sentire il respiro dell’universo.

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La stessa sensazione di pace, di appartenenza a qualcosa di più grande che trasmette questa festa di bimbi all’imbrunire in riva al lago.

Dove si intuisce che c’è qualcosa che alcuni chiamano anima (piccola, ma forse neanche tanto).

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