DIMENTICARE LE VERDURE

Si, penso sia grave.  Andare al mercato e dimenticare di comperare le verdure.

Tutti noi sappiamo, o dovremmo sapere, quanto sono importanti per la nostra alimentazione per il loro contenuto di vitamine, sali minerali, fibre e…  acqua.

Sarà per questo che il banco della frutta e verdura è uno dei miei preferiti… tutti quei colori e forme e profumi… quella sensazione di freschezza che neanche un deodorante (scherzo!) anche se sappiamo che è tutta roba che arriva dei mercati generali e ha fatto molti chilometri prima di arrivare da noi.

Altra cosa sono i mercati dei contadini che si stanno diffondendo in questi anni (“dal produttore al consumatore!” è il facile slogan ma più che consumatore in questo caso parlerei di intenditore, di buongustaio, di curioso o nostalgico di tipi di frutta e verdura dimenticate.

Patissone

Provate a chiedere al vostro fruttivendolo di fiducia (sempre che ne abbiate uno) un patissone o una rutabaga. Scommettiamo che vi guarderà con occhi persi chiedendosi per un attimo se siete impazziti?

Nelle varie regioni d’Italia certo i mercati si differenziano e alcune verdure o erbe vengono ancora commercializzate, altre riscoperte da qualche chef, sono tornate di moda così che non è così impossibile trovare il dragoncello piuttosto che la borragine, la silene o il lampascione o ancora l’aneto, il cavolo rapa. il tarassaco

ma provare a cercare il Cetriolo limone.

Cetriolo limone

Sopravvissuto grazie ai salvatori di semi e nascosto in qualche giardino privato assomiglia davvero per forma e colore della buccia a un limone ma il sapore è proprio quello di un cetriolo anche se meno aspro.

E’ una cucurbitacea come  il patissone una zucchina dalla forma di disco volante ma il nome deriva dal francese patisson infatti può ricordare un dolce di pasticceria appena uscito da uno stampino.

Se giovane si  può mangiare anche la buccia, se invecchia invece la buccia diventa dura come quella delle zucche e svuotata della polpa si può usare anche come contenitore farcito in vario modo.

A giudicare dai suoi molti nomi però non sembra molto dimenticata. Potete chiamarla carciofo spagnolo,  corona imperiale, zucca a raggiera, cappello d’alfiere  o anche cappello del prete (preti e alfieri con lo stesso cappello?…. mah)

E la nostra rutabaga? Che sarà mai?

E’ una rapa.

Si, lo so, detto così è brutto ma se aggiungessi “svedese”?

Rutabaga – rapa svedese

Infatti è conosciuta anche come navone  o rapa svedese. E’ uno dei cavalli di battaglia della cucina scandinava e molto conosciuta nei paesi anglosassoni, meno da noi.

Il suo sapore, dolce e delicato ricorda un po’ quello delle noci.

Suoi parenti (tutti della famiglia delle Brassicaceae) sono il Ravanello pompelmo, il ramolaccio nero, il cavolo rapa,  mentre il più conosciuto sedano rapa è invece della famiglia delle Apiaceace  come le carote ad esempio.

Bene.

Non voglio annoiarvi oltre anche perchè devo andare a prepararmi una bella minestra con spinaci selvatici e una vellutata di topinambur.

Topinambur

Se volete saperne di più provate a leggere:  LE VERDURE DIMENTICATE  di Morello Pecchioli  – ed Gribaudo.

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