TUTTI GLI ALBERI DELLA MADONNA

Tiglio monumentale a Macugnaga

Beh, non proprio tutti…. molti,  anzi… qualcuno.

Si perchè gli esempi sono davvero tanti  e il connubio tra la madre di Cristo e gli alberi è davvero molte frequente e molto stretto non fosse altro perchè entrambi simboleggiano la vita.

Ma non voglio addentrarmi troppo negli aspetti simbolici.

Restando più sul leggero quello che è certo che quando un albero è un “Albero della Madonna” è una pianta notevole, per dimensioni, forma, storia.

E le piante nel cui sito è stata costruita una chiesa dedicata alla Madonna sono davvero tante e di tante specie diverse così che si potrebbe considerare Maria patrona della biodiversità.

Si parte da una generica Madonna dell’Albero (Carimate, Como, ma anche Gorla Minore o Ravenna) e si potrebbe continuare con la Madonna dell’olmo, del ciliegio, del castagno, del pino…

Ma per non intasarmi subito partirò con due chiese in provincia di Varese.

Santuario Madonna della Ghianda – Somma Lombardo

La prima è il Santuario della Madonna della Ghianda a Somma Lombardo, frazione Mezzana.  L’edificazione della chiesa si deve a un fatto miracoloso accaduto nel XIII secolo quando la Madonna apparve tra i rami di una quercia ad una pastorella sordomuta che in seguito a questo fatto avrebbe incominciato a parlare e sentire.

Nel luogo dell’apparizione si costruì dapprima una cappella poi, per volere di S. Carlo Borromeo  tra la fine del 1500 e l’inizio del 1.600 sorse la chiesa attuale ad opera del suo architetto di fiducia  Pellegrini.

Ma già nel ‘400 l’abside della chiesa ospitava un grande  dipinto attribuito all’illustre mano di Michelino da Besozzo. Tale dipinto raffigura, infatti, la Madonna col Bambino assisa fra le fronde di un albero, da cui pendono numerosi i frutti in forma di ghiande.

Michelino da Besozzo -MadonnaGhianda – foto Alessandro Vecchi

Merita una particolare attenzione, questo riferimento a Mezzana alla ghianda e, in particolar modo alla quercia, albero quanto mai legato alla figura di Maria, come anche l’arte cristiana medievale e rinascimentale ci testimonia con abbondanza (così appare, per esempio, anche nei dipinti di Lotto, di Raffaello e perfino di Caravaggio). Albero cosmico per eccellenza, asse del mondo in numerose tradizioni culturali (dai greci ai romani, dai celti agli slavi), anche nella Bibbia esso appare quale strumento di comunicazione tra cielo e terra: a Mamre e a Sichem, infatti, Dio si è rivelato ad Abramo proprio vicino a una quercia.

(Luca Frigerio – in  “Santuari Mariani”)

Della quercia dove apparve la Madonna però non vi è traccia, il viale che porta al santuario è ora fiancheggiato da due filari di pioppi cipressini.

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La pianta è ben visibile invece nel caso della chiesa di S. Maria del Cerro a Cassano Magnago (VA).

Anche il cerro è un quercia ma con foglie generalmente più allungate e ghiande con cuspide spinosa.

Un esemplare centenario fa bella mostra di sé estate e inverno proprio davanti alla facciata della chiesa  posta su una piccola altura che guarda la città dall’alto in basso.

S. Maria del Cerro – Cassano Magnago

Costruita nel XIII secolo e completamente rifatta nel 1.800  (a questo periodo risale la scalinata costruita su progetto dell’architetto Machiachini).

Anche qui si intrecciano storie tra il sacro e il profano.

Al suo interno infatti è conservata la reliquia della “Sacra spina“, una di quelle che cinsero la testa di Gesù durante la crocefissione.

La tradizione vuole che a portarla fu Princivalle Visconti nel 1570 di ritorno da Colonia.  All’interno della chiesa esiste anche un affresco del Morazzone che raffigura S. Carlo che ritrova la Sacra spina.

Ma allora chi è stato davvero?

E la spina di che albero era?

Di questo ne parleremo una prossima volta.

Per adesso basta sapere che l’ attributo “Cerro” riferito alla chiesa è dovuto al nome della località dove sorge e non alla pianta.

L’esemplare di cerro presente oggi è l’ultimo di una serie di alberi della stessa specie presenti in questo luogo ed è stato piantato in sostituzione di quello precedente abbattuto nel 1922.

S. Maria del Cerro – 1918
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