MISS PETUNIA

 

Avete mai provato a nascondere di essere innamorati di qualcuno?

Vi assicuro che si fa una fatica pazzesca.

E invece (ah, l’avessi scoperto prima) la soluzione è semplice:  basta regalare una petunia.

La Petunia è una pianta delle famiglia delle solanacee: ha parenti insospettabili come la patata, il peperoncino, il pomodoro e il tabacco.  Proprio dal tabacco deriva il suo nome ovvero dal portoghese Petum  a sua volta derivato dal termine pety nome con il quale il popolo Guarani identificava il tabacco.

Infatti lei è originaria del Brasile e solo nel 1823 è stata portata in Europa da una spedizione di botanici francesi.

E’ una pianta perenne ma nelle regioni più fredde può esser coltivata anche come annuale.   Fiorisce da maggio fino ad autunno inoltrato con fiori a campanula che gli ibridatori hanno creato in una quantità enorme di varietà e colori.

Preferisce il pieno sole ma le sta bene anche la mezz’ombra, va bagnata spesso ma tollera bene anche la siccità. Teme invece i ristagni d’acqua.

I Giapponesi negli anni 80 del secolo scorso ne hanno creato una varietà nuova a rami ricadenti che ha preso il nome di Surfinia.

In occidente la petunia è stata da subito molto apprezzata per coltivazione in vaso (tipici i balconi) o in piena terra grazie alla sua abbondante e lunga fioritura e soprattutto ha assunto il significato nel linguaggio dei fiori di “amore che non si può nascondere”.

State attenti però se vi innamorate di una donna o di un uomo inglese perchè lì invece la petunia è il fiore della collera e del broncio tenuto a lungo.

Che sia una miss non ci sono dubbi, guardate solo l’eleganza, quel vestito morbido e impalpabile che un vento leggero stropiccia

Una miss che emana un profumo dolce, soprattutto verso sera.

Il titolo di Miss eleganza potremmo assegnarlo a questa White easy wave (l’inglese domina anche nei nomi delle cultivar)

Petunia White easy wave

mentre il titolo di Miss Cinema va sicuramente alla Carpet red, un trionfo di passione a cui è seconda solo la Regina di cuori.

Petunia Carpet red
Queen of hearts

Ma anche le altre si difendono bene:  ecco per esempio la Dream Girl ovvero Miss ragazza dei sogni o ancora la Apple blossom, Miss Bocciolo di melo.

 

Alla Surfinia non possiamo negare il titolo di Miss Belli capelli

Surfinie

mentre possiamo chiamare la Raspberry star  Miss simpatia, infatti mentre voi siete attratti dal suo colore di lampone lei vi fa una pernacchia.  (Raspberry può avere entrambi i significati).

Raspberry star

Auguri dunque,  la vostra miss è lì che vi aspetta.

… e non cercate di nascondermi di quale vi siete innamorati.


Per chi vuole approfondire:

Petunia: storia, linguaggio dei fiori e curiosità

Petunia: coltivazione e cura

 

 

 

ADDIO LAND ART

Sarete d’accordo con me, spero, nell’affermare che il più buffo dei due uomini che compaiono nella foto è quello guarda.

Il più buffo e anche il più stupito.

L’altro, invece, quello con il cappellino azzurro che sembra intento ad allacciarsi una scarpa, pur in una posizione inusuale in un luogo pubblico, appare concentrato su quello che sta facendo, incurante dei passanti.

Ma chi è?  e soprattutto  Cosa sta facendo?

Potremmo dire che è un giardiniere, un fotografo, un artista di strada.

Come?

Quando diciamo artisti di strada tutti pensiamo a mimi, giocolieri, mangiatori di fuoco, acrobati, musicisti, madonnari.

Ci sono però altri tipi di artisti di strada che forse sono meno conosciuti.

Steven Wheen (è lui l’uomo con il cappellino azzurro) è un 38enne australiano che vive a Londra e si è inventato una forma d’arte  che va oltre la “land art” .  Parafrasando  il movimento a cui si ispira potremmo chiamare la sua arte ” guerriglia gardening art”  invece del brutto “photohole gardener” con il quale viene di solito citato.

Ci sono delle buche nelle strade di solito, quelle dove si formano le pozzanghere, quelle dove è saltato via un tassello di pietra  o dove si è rovinato l’asfalto, quelle che restano dopo lavori di posa dei tubi del gas o della fibra ottica… insomma, in tutte le città del mondo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

E allora il degrado può diventare bellezza attraverso una provocazione tipica dei guerriglia gardeners: Steven Wheen ricrea dentro queste buche dei giardini in mininatura (con piante vere, ovviamente)  e poi fotografa questo risultato prima che il traffico se li porti via.

E’ un’arte a perdere è vero (ma immortalata dalle foto) è una bellezza effimera, ma cosa c’è di più effimero della bellezza?

 

NULLA HOSTA

Immagino che molti di voi avranno almeno una volta nella vita affrontato faticose pratiche  per avere un nulla osta, un permesso  di fare qualcosa.

Nulla osta, ovvero nessun ostacolo.

Per fare che ?

Beh, immagino una pratica edilizia o un’attività commerciale o sportiva o tante altre cose  (la burocrazia ha molta più immaginazione di me).

Allora mi perdonerete se senza chiedere il permesso a nessuno vi parlerò di questa pianta dalle foglie a mandorla (viene dal Giappone e zone vicine: Corea, Cina e Russia orientale dove cresce spontanea nei boschi)

Se proprio vogliamo classificarla diremo che fa parte dell’ordine delle Liliacee (è un giglio) e la sua famiglia è quella delle Agavacee (è anche un Agave anche se si fa un po’ fatica a crederci.

Si chiama Hosta ma non chiedetemi perchè, non so il giapponese.

Hosta August moon

So solo che da qualche tempo la incontro più di frequente (come pianta coltivata s’intende,  in parchi e giardini ma anche nei vasi di cortili e balconi privati).

E’ una pianta che sta sta tornando di moda, dopo anni di oblio.  Pare che le nostre nonne la amassero molto e anche io a dire il vero ho qualche vaga riminiscenza…

Anche lei ha avuto un suo mentore il dottor  Philip Franz von Siebold, un medico tedesco che visse per un certo periodo in Giappone e che la  introdusse poi in Occidente. Verso la fine del XIX secolo giunsero  altre specie endemiche della Corea e della Cina.

La varietà che più spesso ho osservato di recente è la Hosta plantaginea dalle foglie ovate e ben nervate e da una ricca fioritura bianca a spiga.

E’ una pianta perenne a foglie caduche che ama l’ombra e le annaffiature abbondanti ma non i ristagni d’acqua.  Può resistere anche a mezz’ombra e in talune località anche in pieno sole.

Può essere coltivata facilmente  in vaso o in piena terra dove assume una funzione tappezzante. Facile è anche la moltiplicazione attraverso la divisione del rizoma in primavera.

Esistono in natura circa 40 specie di Hosta, ma nel tempo sono state create numerose cultivar fino ad arrivare al numero mostruoso di 6.000 (molto ma molto di più del numero dei miei followers)  tanto per alcuni è diventata una pianta da collezione.

Pensate che giardino enorme bisogna avere.

Qui ne citerò solo alcune: la Hosta Halcyon ha foglie più bluastre

Hosta Halcyon

Ma un suo cultivar spinto come la Halcyon deep green/blue ce le ha proprio blu

Hosta Halcyon deep greeb/blue

La Hosta Sieboldiana elegans è un chiaro omaggio al suo “scopritore” occidentale.

Hosta sieboldiana elegans

Ci sono poi le varietà a foglie screziate  come la  Fortunei o la Albomarginata (varietà di molte altre specie a foglia verde) Ci sono quelle a foglie increspate e ondulate, bicolori… insomma fate voi secondo il vostro gusto.

Fino ad arrivare ad altre cultivar spinte come questa

Hosta Bohemia Atlantis sunrise

o a quelle a foglie più piccole come questa elegante e apprezzatissima  Hosta fire and ice dalle infiorescenze lilla

Hosta fire and ice

Non ne avete ancora abbastanza?  Se volete potete continuate su questo sito: https://www.hostaehostacom.com/

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PS:

La  Hosta è una pianta velenosa che non è soggetta a malattie fungine o batteri ecc.;  ha un solo nemico: le lumache che sono immuni dal suo veleno.

Beh in fondo un po’ di coerenza c’è: anche le lumache sono lente, come la burocrazia.

POLE DANCE

 

Platycnemis pennipes (f)

Le libellule appartengono all’ordine degli Odonati, sono insetti con i denti (anche se non hanno bisogno del dentista) mentre negli altri ordini l’apparato boccale è di tipo succhiante/aspirante o anche trituratore ma senza denti veri e propri.

Per questo le libellule sono predatrici feroci e carnivore (si nutrono di larve di altri insetti o di insetti più piccoli). Si dividono in due grandi gruppi:  Gli Anisotteri o dragoni (Dragonfly) le libellule più conosciute che a riposo hanno le ali aperte e che volano come elicotteri

e gli ZigotteriDamigelle  la cui famiglia più nota è quella delle Calopterix, libellule dalle ali blu ( maschi) o verdi (le femmine) o ancora bronzo metallizzato.

Ma gli Zigotteri sono divisi in tante famiglie tutte con una caratteristica comune e cioè quella di appoggiarsi ai fili d’erba in maniera perpendicolare   quasi come una ballerina di lap-dance.

Chi gliel’abbia insegnato non è dato sapersi, (la genetica, l’evoluzione della specie) non è certo una posizione scomoda, almeno per noi umani, ma se loro stanno comode così…

Questo loro particolare modo di mettersi  ad ali chiuse quando sono ferme e l’assenza quasi di colori nelle loro ali fa sembrare il loro lungo addome quasi uno stecco (forse, anzi senza forse, è una forma mimetica)  e chi non ha una particolare attrazione per queste libellule poco appariscenti farà fatica a distinguere una specie da un’altra.

Platycnemis pennipes (f)

Per fortuna alcuni dettagli mi aiutano tanto che posso affermare che quasi certamente la libellula che ha avuto la compiacenza di farsi fotografare da me è una Platycnemis pennipes, uno zigottero molto comune in prossimità di stagni o corsi d’acqua dalle acque ferme e presente in tutta Italia ma non in Sicilia e Sardegna.

Uno dei caratteri distintivi è il pterostigma (piccola porzione posta nella nervatura superiore di ogni ala)  color nocciola, l’altro è il secondo e terzo paio di zampe che presenta tibie molto allargate da cui anche il nome volgare per questa libellula di “zampalarga“.

Platycnemis pennipes (m)

E’ lunga circa 35 mm. e ha una apertura alare di 45 mm. Il maschio è di colore azzurro, la femmina è marrone/ocra  entrambi con striature nere sul torace, gli occhi sono molto distanziati e posti alle estremità del capo (la somiglianza con E.T. ci sta tutta).

I colori però possono ingannare, infatti i maschi immaturi hanno il colore delle femmine, le femmine molto anziane possono assumere il colore dei maschi.

E allora come si fa a distinguerli?  Beh, un momento topico è quello dell’accoppiamento durante il quale per via degli organi riproduttivi posti in posizione differente tra maschio e femmina le libellule, anche queste libellule, si esibiscono in una pole dance di coppia, in posizioni varie del Kamasutra tra cui  la ben nota figura a cuore.