L’ACQUA GLI ALBERI E IL CIELO

Dobbiamo dire grazie al ghiacciaio se adesso possiamo navigare in queste acque azzurre.

(Infatti questo lago, il Lago Maggiore o Verbano è un lago di origine glaciale).

Certo non siamo soli, molte altre persone ci accompagnano, parlano lingue diverse, ma hanno lo stesso stupore.

L’acqua e il cielo si confondono e le nuvole li prendono per mano, flirtano i raggi del sole (no non è un errore di battitura) ma noi che ci facciamo qui?

Siamo confusi tra la folla dei turisti mordi e fuggi, tra coloro che cercano la meraviglia ma vanno troppo di fretta  per accorgersene.

IL giro prevede la visita  di alcune piccole isole che spuntano in mezzo al lago,  nel punto dove il lago è più vasto, che sono diventate base di pescatori e poi di una ricca famiglia di nobili e cardinali (i Borromeo) che le hanno abitate a lungo, arricchite con specie di alberi e animali esotici  e adesso si sono trasferiti in posti più tranquilli senza dimenticarsi prima di attrezzare le loro proprietà anche di robusti cancelli e di biglietterie  (il bello si paga).

Isola Madre
Isola dei Pescatori

Ma torniamo a guardare fuori dal finestrino del battello: tutto l’azzurro è azzurro, azzurre le montagne, azzurre le nuvole.

Gli alberi no, gli alberi sono ancora verdi, vista la stagione e questi così scenografici e sensibili e simpatici, piantati su questa lingua di terra fanno da sfondo, anzi da quinta al panorama classico della regione italiana dei laghi.

Sono tra i pochi, su queste isole, senza cartellino della specie; forse per questo mi stanno simpatici  o forse è perchè stanno tra la terra e il cielo (in questo caso tra l’acqua e il cielo) come tutti gli alberi del resto.

 

Sono contento.

Sono riuscito a catturare un po’ della meraviglia che cercavo,  che mi segue come una scia sull’acqua mentre piano piano l’isola si allontana.

Isola Bella

 

SFINGE COLIBRI’

Allora,  in questa storia sono coinvolti molti personaggi, alcuni dei quali insospettabili.

 

Un animale fantastico legato ai miti dell’antichità, con il corpo di leone e la testa umana o di uccello  (la sfinge)

Grande sfinge di Giza

IL formaggio, ovvero la pianta che veniva usata un tempo per far coagulare il latte e farlo diventare il prezioso alimento (il caglio)

Galium verum

Un santo o meglio la sua lingua oggetto di un tentativo di furto vero nel 1991 e poi di un furto cinematografico nel 2000  (S. Antonio di Padova e il film  “La lingua del  Santo”  di Mazzacurati.

Basilica del Santo – Padova

Un uccellino sudamericano instancabile dal lungo becco e dal velocissimo battito d’ali (il colibrì)

Colibrì

E infine in questa storia c’è anche una falena ovvero  la Sfinge colibrì ovvero  Sfinge del caglio, ovvero Uccellino di S. Antonio.

E dunque, come si sarà capito questo animaletto è semplicemente è una farfalla anche se, vedremo, un po’ particolare.

Tecnicamente sarebbe una falena ma contrariamente a queste ha abitudini diurne e crepuscolari ma non possiamo nemmeno definirlo come falena diurna.

IL suo nome scientifico è Macroglossum stellatarum; macroglossum vuol dire lingua lunga (no, non nel senso che va in giro a diffondere i segreti di tutti) ma perchè ha una spirotromba particolarmente sviluppata e che inserisce con fulminea rapidità nei calici dei fiori per succhiarne il polline.

Sfinge colibrì

La rapidità è anche quella del suo battito d’ali (circa 200 al secondo) croce e delizia di tutti i fotografi che cercano di immortalarlo.

Infatti si nutre senza posarsi mai sui fiori in un volo furioso ma anche capace di stare fermo sospeso in aria un po’ come altri insetti quali le libellule o  i sirfidi , come  alcuni pipistrelli  e ovviamente i colibrì ai quali lo fanno assomigliare anche il corpo tozzo e le dimensioni

Il bruco invece si ciba principalmente sulle piante del caglio (Galium verum ) da qui il nome di Sfinge del Caglio.

Bruco di Macroglossum stellatarum

E’ una farfalla migratrice diffusa in tutta l’Eurasia del sud e nel nord-Africa ma mi dicono che potrebbe anche svernare in casa vostra nascosta in qualche anfratto come altre specie di farfalle e (purtroppo) le cimici.

Mi dicono anche che vederla porta  fortuna e da questo punto di vista sono più fortunato del “ragazzo fortunato” di Jovanotti.

Sfinge colibri su zinnia