FIOR DI BANANO

Che hanno è, che giorno è…  ormai non si capisce più niente, le mezze stagioni sono sparite e così anche le mezze maniche (non nel senso della pasta).

Ma se i giardini di marzo si riempiono di nuovi colori (e di nuovi fiori) forse c’è qualcosa che non va e infatti è la prima volta che mi capita di osservare dei fiori di banano sopra il 45° parallelo.

E’ uno strano fiore va detto  che forse ha a che fare con le muse, o forse no. Quello che inganna è il nome scientifico di Musa acuminata che gli scienziati hanno voluto dare a questa pianta originaria dell’Asia Meridionale.

Fiore di Banano

Il fiore si sviluppa tutto all’interno del fusto per poi uscire tutto di colpo spruzzando acqua e in questo è stato paragonato a un parto.

Ciò avviene dopo che la pianta è entrata in produzione generando due polloni il primo dei quali (figlio) fiorirà dopo 12 mesi e l’altro (nipote) dopo due anni.

Una grande foglia protegge i fiori femminili disposti a raggiera su più livelli e il fiore maschile simile a un cono tozzo e violaceo rivolto verso il basso.

https://www.freshplaza.it/photos/album/4241/

Una volta fecondati i fiori femminili la foglia protettiva si gira verso l’alto e si secca. Anche i frutti dapprima quadrati via via che maturano diventano rotondi e si rivolgono verso l’alto formando il caratteristico casco.

In Italia però le banane non raggiungono la maturazione   (con la sola eccezione della Sicilia)  la pianta non sopporta le temperature sotto i 10°  ed è coltivata qui da noi  nei giardini soprattutto a scopo ornamentale per le sue larghe foglie.  Ma esistono anche banani “da appartamento” come ad esempio la Musa ornata.

Fiore di Musa ornata

Se le banane non maturano si possono però mangiare i fiori maschili saltati in padella una volta tagliate le punte e tolte le “foglie” esterne più coriacee (un po’ come i carciofi).

I frutti invece sono notoriamente apprezzati oltre che per la dolcezza anche per il contenuto di potassio anche se non così ricco come vogliono farci credere (le patate al forno ne contengono di più)  Ma c’è anche chi  consiglia di non consumare le banane (al pari di altri frutti come l’avocado o gli ananas)  perchè coltivate in modo intensivo  abbattendo le foreste e causando così gli squilibri climatici di cui sempre più siamo vittime.

Infatti zone di produzione delle banane sono oggi molte e in diversi continenti.

Sappiamo che già i greci e i romani conoscevano le banane  grazie alle spedizioni di Alessandro Magno in Asia ma non le coltivarono. Furono gli arabi ad introdurre il banano in Europa e da qui, grazie al vescovo spagnolo Tomaso de Barlanga approdò a Santo Domingo, infine i portoghesi si incaricarono di diffonderlo nell’America del sud.

Un bel viaggio no?

Ma forse la sua espansione non è ancora finita  infatti se, come in un film di qualche anno fa con Daniele Liotti  “cresceranno i carciofi a Mimongo”, magari  tra qualche anno grazie ai cambiamenti climatici potremo girare un film con Greta Thumbergcresceranno le banane a Trondheim” .

Perdonate l’ironia su una cosa così drammatica per tutti noi.

 

 

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