IL SIGNORE DELLE CAMELIE

No, chiariamo subito: non è il marito della “signora” anche se magari non gli sarebbe dispiaciuto.  No lui forse non si sarebbe trovato a suo agio  nella storia della cortigiana protagonista del romanzo di A. Dumas e neanche nella Traviata di Giuseppe Verdi, che quella storia mette in musica.

Diciamo anche che non è l’unico.  Altri nel tempo si sono fregiati di questo titolo, altri appassionati giardinieri e coltivatori di Camelie ma qui, in questa mia personale ricostruzione  il ” Signore delle camelie è lui.

C’è un motivo preciso per cui gli ho assegnato questo titolo “nobiliare” ma ve lo dirò più avanti.

Alla base di tutto però c’è il fascino che emana questo fiore, la camelia o Camellia (con due L per i più colti) Infatti il suo nome scientifico è la conseguenza della dedica fatta da Linneo  ad un gesuita moravo: George Joseph Kamel (Camellius), naturalista che aveva studiato i paesi orientali verso la fine del Seicento.

Camelia japonica bca

Conosciuta  (e ibridata) fin da tempi antichissimi nei giardini orientali questa “Rosa del Giappone” (Tsubaki in giapponese) arriva in occidente nei primi anni del 1700 e si espande rapidamente

Dal 1750 a partire dal Regno Unito si diffonde in tutta Europa; nel 1760  la troviamo alla Reggia di Caserta, poi piano piano risale la penisola e ai primi dell’800 arriva sul Lago Maggiore, probabilmente portatavi dei giardinieri delle Isole Borromee.

Camelia japonica dettaglio

Esistono molte specie spontanee di Camelia e moltissimi cultivar. La specie più nota e diffusa è la Camelia Japonica ma c’è anche la Sasanqua che a differenza della prima è profumata.

Tutte però hanno portamento arbustivo (alcune raggiungono anche altezze di 2/3 metri)  con foglie coriacee sempreverdi di forma ovoidale con cuspide appuntita.

camelia in piazza Arconate

E’ una pianta che teme il gelo, quindi di non facile coltivazione specie nelle regioni a clima freddo. In Italia settentrionale dove sboccia a partire da fine febbraio, le gelate tardive possono “bruciare” i boccioli e rovinare così il fiore.

Ma (intelligenza della pianta) le foglie d’inverno si “spostano” per proteggere i boccioli dal freddo.

Con fiori di varie dimensioni, semplici, doppi ecc… ,  di diversi colori (bianco, rosa, rosso, screziato…) questa pianta parente del the (Camelia sinensis) continua ad affascinare gli uomini e le donne che riservano giardini solo per lei, creano collezioni, scrivono libri, fanno incroci per creare nuove varietà.

Camelia japonica con ape

Torniamo allora a quello che ho chiamato “il signore delle camelie” (il mio, personale) che sulle sponde del Lago Maggiore ha creato una nuova varietà di camelia e gli ha dato il nome della figlia morta a 15 anni.

E’ cosa c’è di più bello del pensiero che la propria figlia continui a vivere in un fiore?

 

 

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