PICCIONI E TARTARUGHE

Streptopelia decaocto – Tortora dal collare

In queste settimane, restando forzatamene a casa,  non ho potuto fare a meno di notare quanti uccelli condividono il mio giardino: merli e gazze come sempre, ma anche passeri ovviamente e poi fringuelli, lucherini, cinciallegre, una cincia bigia, uno storno e ieri anche un colombaccio.

Io sono contento di ciò, tranne che per i merli che mi rovinano quello che ho seminato nell’orto,

Ma oggi voglio parlarvi di una presenza più discreta: quella di una coppia di tortore dal collare (Streptopelia decaocto) che con il suo volo leggero e il suo tubare abita il  mio giardino e le abitazioni attorno.

Come dice il nome scientifico il suo numero fortunato  è il diciotto.  Dopo vi spiego perchè.

Partita dall’india nel 1600  questo uccello (da non confondere con i piccioni o colombi)  è arrivato in Europa negli anni ’30 del secolo scorso. In Italia i primi avvistamenti risalgono “solo” al 1944.

La sua è stata una colonizzazione pacifica è andata ad occupare una nicchia ecologica vuota  (un po’ come gli stranieri che vengono a fare i lavori che gli italiano non vogliono più fare).

La sua dieta è principalmente costituita da granaglie per cui la troviamo spesso vicino alle case (ai pollai) o nei parchi cittadini dove trova il cibo che gli serve

Il corpo color crema/nocciola e quella piccola striscia nera nella parte posteriore del collo (una specie di collare) da distinguono dalla tortora comune. ( Streptopelia turtur) più piccola e dai colori più accesi)

Streptopelia turtur

E’ ferocemente monogama quindi non ha bisogno di consulenti matrimoniali, di avvocati per le cause di separazione o divorzio.

Tortora è un nome onomatopeico, infatti il suo verso si può trascrivere  turr- turr come dicono i latini.

Il nome scientifico invece deriva dal greco streptos=collare e peleia=tortora, Ma è il diciotto la cosa più curiosa. Infatti deriva da una leggenda dell’isola di Samo  che parla di una donna che dopo diciotto figlie voleva un maschio e per questo uscì di senno riversando tutta la sua frustrazione sull’ultima nata: la diciottesima figlia.  Gli Dei allora per alleviare le sofferenze dalla bambina la trasformarono in una tortora.

Simbolo della pace, della purezza e della fedeltà coniugale, sin da i tempi dei Greci e dei Romani, condivide questa aura con le colombe e i piccioni.

Dei piccioni vi parlerò un’altra volta.   Ma le tartarughe….

Calma, non mi sono dimenticato, però dobbiamo andare in Inghilterra dove la tortora dal collare è chiamata Collared Dove  e la sua amica selvatica (e migratrice) la tortora comune o Streptopelia turtur è chiamata Turtle dove ovvero Colomba tartaruga.

Nessuna parentela in verità con il flemmatico rettile (tantomeno con gli addominali di Ronaldo);

anche qui pare che il nome abbia qualche attinenza con il suo verso.  (Paese che vai,  onomatopee che trovi).

Streptopelia turtur – Turtle dove

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Per chi vuole approfondire:

http://scoprinatura.altervista.org/index_file/Tortora_dal_collare_e_Tortora_selvatica.htm

 

 

7 pensieri riguardo “PICCIONI E TARTARUGHE”

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