SMERGO MAGGIORE

Smergo Maggiore (Mergus meganser)

Siamo pochi in Italia a poterlo vedere allo stato naturale perchè la sua presenza e nidificazione è accertata solo da pochi anni.

C’è chi l’ha visto nel 2003 (CAI di Luino) e chi per la prima volta nel 2013 (Parco del Ticino zona nord). Sul lago Trasimeno pare faccia tappa dal 2016 e sul Naviglio Martesana c’è chi dice (foto alla mano) con una certa frequenza dal novembre 2020.

E’ uno di quei casi di espansione areale al contrario (da nord, dove vive da sempre, verso sud) e oggi è presente in molte aree dell’Italia settentrionale. In Lombardia per esempio è presente (e talvolta nidificante) in tutti i laghi prealpini e nel tratto settentrionale del fiume Ticino, dove noi l’abbiamo incontrato pochi giorni fa.

Avvistamenti dello Smergo maggiore nell’italia settentrionale

Chi l’ha misurato con il righello dice che è lungo 70 cm (con o senza becco?) Un’anatra bella grossa dunque quasi della taglia di un’oca.

Dal punto di vista estetico il maschio e la femmina si distinguono nettamente: il maschio ha la testa verde scuro quasi nera, mentre la femmina ce l’ha di un bel colore tabacco. Credo che abbiano lo stesso parrucchiere degli svassi, soprattutto la femmina con quel ciuffo sulla nuca, ma con gli svassi hanno in comune anche il trasporto della prole sul dorso.

Altra caratteristica è che femmine più sfaticate depositano le uova in nidi di altri della stessa specie per cui è possibile vedere delle neo mamme smergo con al seguito anche venti pulcini.

Ma come faranno così piccoli a scendere dal nido? Si perchè gli smerghi il nido lo costruiscono molto in alto (fino a 15 metri di altezza, su tronchi d’albero, o anfratti nei muri ma sanno arrangiarsi anche in luoghi più di fortuna.

I suoi ambiente preferiti sono le porzioni più elevate di bacini fluviali e laghi di buone dimensioni; evita invece le acque calde o con troppa vegetazione. Si ferma in genere dove trova abbondanza di pesci che caccia immergendosi diversamente da altre anatre che si nutrono stando in superficie.

Il suo becco seghettato e ricurvo all’estremità gli consente di essere estremamente efficace, un concorrente in più per cormorani e svassi. (Chissà cosa potrebbe succedere se si incontrassero con questi altri pescatori durante le loro immersioni)

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