RIZZACULO

Crematogaster scutellaris

Si, forse non è elegante incominciare da questo particolare, da questa caratteristica, ma cosa ci posso fare se la cultura popolare l’ha ribattezzata così?

Per la verità non solo il popolo ma anche gli scienziati (anche loro con una venatura di populismo) che l’anno chiamata Crematogaster scutellaris perchè in greco Cremastogaster significa proprio “rizzaculo” anche se la esse prima della T si è persa chissà per quale motivo.

Lei è una formica di medie dimensioni (dai 4 ai 6 mm che per una formica europea sono già tanti) classificata per primo dal naturalista Olivier nel 1712.

Oltre a rizzare il culo e sparare una sostanza repellente per difendersi dai nemici questa formica si caratterizza anche per la testa di colore rosso (Eh si, anche le formiche volevano avere la loro “testa rossa” come l’auto dell’Ing. Ferrari solo che l’automobile, a differenza della formica. non ha l’addome a forma di cuore).

La Ferrari testa rossa è stata esportata in tutti i continenti.

La formica testa rossa invece è diffusa da sempre in tutta l’area mediterranea, e oggi la troviamo anche in Germania e in Olanda dove è arrivata grazie al commercio del legname.

Infatti ha l’abitudine di nidificare di preferenza nel legno degli alberi, appena sotto la corteccia; i suoi preferiti sono l’ulivo, il pino, la sughera e altri ) e la sua presenza si nota anche per la presenza di una segatura finissima (come sul mio salice da vimini) .

Pazienza per il mio vecchio salice ma per industria del sughero è un pericolo perchè crea diversi danni alla pianta; attenzione però perchè può stabilirsi anche nelle travi di legno delle nostre abitazioni corrodendole dall’interno.

AIUTOOOO !!

Liberarsi delle formiche in casa o negli orti non è facile.

Le formiche sono molto golose di sostanze zuccherine tra le quali la melata prodotta dagli afidi perciò non lasciate in giro tracce di zucchero, panini con la marmellata, torsoli di mela ecc..

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Chissà perchè, mentre scrivo questo articolo avverto uno strano formicolio…

GIGLIO DEGLI INCAS

Alstromeria aurantiaca

Sì, è più facile chiamarla così  invece che con il suo nome scientifico di Alstromeria.

Per me sino ad oggi semplicemente un alieno poi scopro che si chiama anche Giglio del Perù.  E allora parto alla ricerca delle sue origini, quasi un viaggio “Dagli appennini alle Ande”

Sì perchè io che sono nato sugli Appennini nelle Ande non ci sono mai stato (e forse mai ci andrò) anche se ormai conosco molte persone che vengono da laggiù (o lassù) con quella loro bella faccia cotta dal sole e quella espressione pacata che rende difficile attribuirgli un’età precisa.

Il viaggio fatale invece per il nostro giglio peruviano o andino fu quello che fece un botanico svedese alla ricerca di un fiore sconosciuto in Europa al quale dare il proprio nome (la vanità dei botanici è pari alla loro curiosità e ossessione classificatoria ma in fondo, nonostante questa ossessione non siamo ancora riusciti a conoscere tutte specie biodiverse  presenti sul nostro pianeta e molte già le stiamo distruggendo ancora prima di conoscerle: che peccato! )

Alstromeria Hookery

Ma torniamo al  nostro scienziato e scopriamo che si tratta di un barone svedese dal nome di Claus von Alstromer, allievo di Carlo Linneo e collezionista di semi  (no non di ossa, quella è un’altra storia, un film e un libro di qualche secolo dopo  anche se a dire il vero certi frutti hanno le ossa, il nocciolo: mia nonna mi diceva sempre: Stai attento a a non mangiare gli ossi delle ciliegie !)   

Dopo un viaggio in Spagna  nel 1753  il nostro Barone fu il primo degli occidentali che recatosi in Sud America scoprì questa pianta  (Pizarro l’aveva preceduto di qualche secolo ma evidentemente aveva altri interessi)

Il Giglio degli incas è una pianta dal portamento arbustivo ne esistono circa 50 specie, molte delle quali originarie del Cile e Argentina  (E allora il e Perù cosa centra? )  E una bulbosa perenne dalle foglie lancelolate e dagli steli florali non ramificati alti anche fino a 100  cm sulla cui cima troviamo una infiorescenza formata da 3-7 fiori a forma di imbuto

Quella più coltivata da noi è l’Alstromeria  aurea (e la sua variante lutea)  dai fori arancio  con sei tepali: tre esterni, arrotondati, in tinta unita e i tre interni appuntiti  con sfumature gialle e striati di rosso  (in questo simili ai gigli tigrati).   Tra le altre specie possiamo citare l‘Alstromeria ligtu splendens e   l‘Alstromeria Pelegrina, entrambe originarie del Cile  ma oggi esistono molti ibridi creati appositamente per usarli come fiori recisi. 

Ma il Giglio del Perù sta bene anche nelle bordure dei giardini  e può essere anche coltivato in vaso regalando una fioritura che va da Giugno ad Agosto ma bisogna avere pazienza perchè la pianta fiorisce solo due o tre anni dopo la messa a dimora del bulbo. 

Ma la pianta si può propagare anche per seme  e chissà se  von Alstromer ci avrà provato .  Non ho la certezza ma credo proprio di sì  e così questa storia potremmo rinominarla come “Dalle Ande alla Scandinavia” (con o senza il permesso degli Incas).

Per chi vuole approfondire:  https://www.inomidellepiante.org/alstroemeria.html

BELLO MONDO

In quest’ora della sera
Da questo punto del mondo
Ringraziare desidero il divino
Labirinto delle cause e degli effetti
Per la diversità delle creature
Che popolano questo universo singolare
Ringraziare desidero
Per l’amore, che ci fa vedere gli altri
Come li vede la divinità
Per il pane e per il sale
Per il mistero della rosa
Che prodiga colore e non lo vede
Per l’arte dell’amicizia
Per l’ultima giornata di Socrate
Per il linguaggio, che può simulare la sapienza
Io ringraziare desidero
Per il coraggio e la felicità degli altri
Per la patria sentita nei gelsomini
E per lo splendore del fuoco
Che nessun umano può guardare
Senza uno stupore antico

E per il mare
Che è il più vicino e il più dolce
Fra tutti gli Dei
Io ringraziare desidero
Perché sono tornate le lucciole
E per noi
Per quando siamo ardenti e leggeri
Per quando siamo allegri e grati
Per la bellezza delle parole
Natura astratta di Dio
Per la lettura, la scrittura
Che ci fanno esplorare noi stessi e il mondo
Per la quiete della casa
Per i bambini che sono
Nostre divinità domestiche
Per l’anima, perché se scende dal suo gradino
La terra muore
Per il fatto di avere una sorella
Ringraziare desidero per tutti quelli
Che sono piccoli, limpidi e liberi
Per l’antica arte del teatro, quando
Ancora raduna i vivi e li nutre
Per l’intelligenza d’amore


Per il vino e il suo colore
Per l’ozio con la sua attesa di niente
Per la bellezza tanto antica e tanto nuova
Io ringraziare desidero per le facce del mondo
Che sono varie e alcune sono adorabili
Per quando la notte
Si dorme abbracciati
Per quando siamo attenti e innamorati
Per l’attenzione
Che è la preghiera spontanea dell’anima
Per i nostri maestri immensi
Per chi nei secoli ha ragionato in noi
Per tutte le biblioteche del mondo
Per quello stare bene fra gli altri che leggono
Per il bene dell’amicizia
Quando si dicono cose stupide e care
Per tutti i baci d’amore
Per l’amore che rende impavidi
Per la contentezza, l’entusiasmo, l’ebrezza
Per i morti nostri
Che fanno della morte un luogo abitato

Ringraziare desidero
Perché su questa terra esiste la musica
Per la mano destra e la mano sinistra
E il loro intimo accordo
Per chi è indifferente alla notorietà
Per i cani, per i gatti
Esseri fraterni carichi di mistero
Per i fiori
E la segreta vittoria che celebrano
Per il silenzio e i suoi molti doni
Per il silenzio che forse è la lezione più grande
Per il sole, nostro antenato
Io ringraziare desidero
Per Borges
Per Whitman e Francesco d’Assisi
Per Hopkins, per Herbert
Perché scrissero già questa poesia
Per il fatto che questa poesia è inesauribile
E cambia secondo gli uomini
E non arriverà mai all’ultimo verso


Ringraziare desidero
Per i minuti che precedono il sonno
Per gli intimi doni che non enumero
Per il sonno e la morte
Quei due tesori occulti
E infine ringraziare desidero
Per la gran potenza d’antico amor
Per l’amor che se move il sole e l’altre stelle
E muove tutto in noi

Mariangela Gualtieri

HO VISTO UN CUCULO VOLARE

Cuculus canorus

Qualcuno dice di aver visto il suo nido ma non credetegli, al massimo era un nido illegale, occupato abusivamente.

Forse l’unico a cui potrei credere è Milos Forman assieme a quel pazzo di Jack Nicholson e a quel fantastico gruppo di pazzerelli del film, ormai cult QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO (1975 )

Cuculo imbeccato da Codirosso

Già, perchè anche i bambini lo sanno che il cuculo depone le proprie uova nel nido di altri uccelli (capinere, cannaiole, codirossi, ballerine e altre circa 50 specie di passeriformi) e siccome l’uovo è mimetico questi lo covano e poi nutrono il piccolo come figlio dopo che quest’ultimo si è sbarazzato delle altre uova gettandole fuori dal nido.

Un bell’esempio di opportunismo non c’è che dire, o meglio parassitismo e di perversione (da parte del cuculo neonato) ma anche di abbandono di minore (come quando si lasciavano i neonati davanti alle porte dei conventi) perchè appena deposte le uova il nostro vede bene di andarsene (è infatti un uccello migratore che nidifica, si fa per dire, in Eurasia e sverna nell’Africa sud-sahariana).

in verde zone di “nidificazione” – in blu zone di svernamento

E il suo verso, il caratteristico Cucù, cucù sa proprio di beffa, di presa in giro (te l’ho fatta, ingenuo che non sei altro).

Così non so se essere felice quando sento il suo canto in questo periodo di fine maggio inizio giugno; un verso forte, ben distinguibile dal cinguettio dei passeracei o dal gracchiare di gazze e cornacchie.

Ma il cuculo, inteso come uccello, voi l’avete mai visto?

Se è facile sentirlo è molto più difficile vederlo perchè si sposta preferibilmente di notte e poi è un uccello molto schivo e solitario nonchè molto litigioso nel periodo degli accoppiamenti.

Ma allora cosa è successo a questo cuculo che ha sorvolato cantando il mio giardino? Ha visto una femmina nei paraggi? Stava marcando il territorio oppure scappava sconfitto dopo uno scontro con un altro pretendente?

Certo se non fosse stato per il canto non avrei riconosciuto il suo piumaggio grigio/azzurrino/ardesia e la sua sagoma non molto elegante a dire il vero con quella lunga coda nera a puntini bianchi che lo fanno misurare in tutto 30 cm.

Cuculo maschio e femmina (più rossiccia)

Il cuculo (Cuculus canorus) appartiene alla numerosa famiglia dei Cuculidae che ha tra le sue fila uccelli anche molto diversi tra loro.

Ci sono ad esempio il cuculo dal ciuffo, il cuculo americano, il cuculo occhi rossi ma il più particolare di tutti è il Geococcyx californianus ovvero Roadrunner noto anche come Beep-beep, antagonista nel cartone animato di “Willy il coyote”.

Willy il coyote con il suo “nemico” Beep Beep in una immagine d’archivio. ANSA/INTERNET

Perchè sono arrivato fin qui, a vedere un cuculo dal vivo per la prima volta nella mia vita, a scoprire o a ricordare tutte queste cose?

Colpa dei cambiamenti climatici e della pioggia che non cade da mesi e che anche questa mattina mi hanno costretto a innaffiare i pomodori.